Modena, arriva Salvini, presidi e raduni

Alle 14.30 il comizio in piazza Matteotti del vicepremier, già da stasera alla Pomposa il ritrovo dei contestatori. Cgil e Anpi lanciano la "piazza rossa"

MODENA Tutto finito? No. Se la polemica sullo sfregio alla città perpetrato dai manifestanti il 25 Aprile è ben lontana dall’estinguersi, erano in tanti a sperare che almeno dal punto di vista dell’ordine pubblico ci potesse essere un po’ di tregua, che non si dovesse ancora ad avere a che fare con la conta delle divise da mettere nuovamente in campo e con gli eventuali “coprifuoco” per le attività commerciali del centro.

Eppure domani, nel primo pomeriggio, nel cuore della città si verificherà questa situazione: in piazza Matteotti il vicepremier Matteo Salvini terrà un comizio elettorale e a neanche 200 metri di distanza, alla Pomposa, ci saranno gli anarchici, quelli che hanno organizzato la manifestazione contro i Cpr, che faranno un presidio in strada davanti alla sede del loro circolo Ligéra.

L’annuncio è esplicitato sui social: «A una settimana dal corteo del 25 Aprile contro la riapertura del Cpr di via La Marmora, Salvini annuncia la sua funesta calata in città per il 3 maggio. Vorrebbe venire a fare un comizio in piazza Pomposa, lo stesso luogo in cui si trova il laboratorio anarchico Ligéra e da cui è partito il corteo del 25 aprile».

Forze dell’ordine e autorità dovranno garantire la sicurezza in centro storico. Il ministro domani ha i tempi cadenzati da una scaletta con parecchi appuntamenti.

Il suo comizio inizierà alle 14.30 e terminerà un’ora dopo. «C’era la possibilità di utilizzare piazza Grande - spiegano dalla Lega - ma abbiamo optato per uno dei due spazi a disposizione per i comizi, ovvero piazza Matteotti. È venerdì, la gente lavora, contiamo comunque sulle 2mila presenze e quella piazza ha le giuste dimensioni. Forse era preferibile la Pomposa, me ci hanno detto che eravamo troppo vicini agli anarchici».

Il post del circolo Ligéra non è passato inosservato in questura: i cosiddetti addetti ai lavori fanno notare, per esperienze passate e consolidate, come presidi come quello di venerdì alla Pomposa sono di richiamo per simpatizzanti ad ampio raggio, non solo in città ma anche da fuori. Non è assurdo pensare, e qui stanno gli “alert” di forze dell’ordine e autorità, che il ritrovo anti Salvini si trasformi in una manifestazione itinerante, essendo così vicino, meno di 200 metri, proprio colui che incarna il loro contendere.

E La Cgil lancia "piazza Rossa"

La Cgil di modena promuove per domani un "presidio democratico, antifascista e antirazzista" in piazza Mazzini dalle 14 alle 16. E dice chiaro e tondo che questa è "una risposta al comizio che il segretario della Lega Matteo Salvini. Aderiscono al presidio anche Anpi, Arci, Unione degli universitari-udu, Rete degli studenti medi, e degli universitari e sono invitati i "cittadini e le associazioni che si riconoscono nei valori della manifestazione. Tutti i partecipanti sono invitati ad indossare un capo di abbigliamento rosso".

La Cgil vuole manifestare così "il proprio dissenso politico contro le politiche discriminatorie e razziste del ministro dell'interno sulla gestione dell'immigrazione e sull'attacco alle politiche di accoglienza e integrazione che hanno fatto di modena un modello virtuoso a livello nazionale". Il decreto sicurezza, accusa ancora la camera del lavoro, "cancella il sistema di integrazione dei migranti a cominciare dai tagli previsti per i bandi della gestione dell'accoglienza che anche a modena ha reso recentemente impossibile l'affidamento della gestione stessa". La contrarietà della Cgil è anche "su politiche che Salvini incarna come la cosiddetta flat-tax, che se estesa e ampliata come vorrebbe il leader della Lega, sarebbe una misura fortemente ingiusta socialmente perchè non terrebbe conto del principio costituzionale della progressività delle imposte. Inoltre, potrebbe a mettere a repentaglio la tenuta del sistema di welfare universalistico del nostro paese".

Anpi boccia gli spazi fascisci

La campagna elettorale a modena, per amministrative ed europee, deve essere "libera e serena": è l'obiettivo condiviso ieri dal Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica, ma l'Anpi fissa qualche paletto in più. L'associazione dei partigiani, in una lettera aperta proprio al comitato, chiede di impedire violenze e che si consenta qua e là di far rialzare la testa a manifestazioni di stampo neofascista.

 Ecco dunque che l'Anpi "invita le forze democratiche, le istituzioni, le associazioni, il volontariato a rifiutare e isolare ogni azione violenta e di provocazione. Il confronto politico e culturale deve svolgersi nella regolarità e nel rispetto delle regole democratiche; ciò vale sempre e in modo particolare nel corso delle campagne elettorali".

Ma il monito principale è diretto al comitato per l'ordine pubblico perchè suo è il dovere "di garantire l'ordine in città onde evitare che si ripeta ciò che è successo nel pomeriggio del 25 aprile" con il corteo 'antagonista' che ha imperversato in città. Garantire l'ordine pubblico "è precisa competenza e responsabilità delle prefetture, delle questure, del ministero dell'interno. La città di Modena democratica, antifascista, medaglia d'oro al valor militare non può subire offese, soprusi, danneggiamenti, ma merita rispetto, attenzione, cura", mettono in chiaro i partigiani.

La Lega chiede tutele

"E' un vero e proprio atto di terrorismo psicologico. Annunciare una contro-manifestazione anticipando i toni violenti e aggressivi che avrà, sapendo già che a pagarne le conseguenze saranno i cittadini è fortemente antidemocratico. Un modo per minare alla base la libertà di espressione e di parola di chi non va a genio ai sedicenti anarchici e ai centri sociali legati a doppio filo alla sinistra", manda a dire Stefano Bargi, consigliere regionale della Lega e commissario provinciale della Carroccio. E rincara: "non è tollerabile il clima di tensione che chi ha già messo la città a ferro e fuoco qualche giorno fa sta creando intorno alla visita del ministro Matteo Salvini. Chiediamo a tutte le autorità di opporsi ad una nuova manifestazione di violenza che finirà per colpire i modenesi che, non solo hanno il diritto di vivere tranquilli, ma anche di ascoltare gli interventi di tutte le parti senza dover sottostare a minacce. Se i sedicenti anarchici o gli autonomi dei centri sociali vogliono manifestare che lo facciano in un altro momento, senza tentare di impedire ad altri di esprimersi e senza distruggere la città". In generale, "non sono più tollerabili questi atteggiamenti minacciosi: chiunque ha il diritto di manifestare le proprie idee ma le contromanifestazioni, soprattutto se si preannunciano violente, non sono accettabili". Per cui Bargi chiede alle autorità pubbliche di prendere posizione pubblicamente sulla questione e di intervenire per limitare, se non impedire, queste manifestazioni di violenza".