Nonantola. Addio all’imprenditore Emer Borsari alla guida di un gruppo internazionale

Aveva 64 anni, ha creato un impero nella logistica agricola e lo stoccaggio con il cuore in paese e affari in tutta Europa

NONANTOLA. Un uomo dai sani principi, molto legato alla sua terra, alla famiglia e ai suoi dipendenti. Emer Borsari se n’è andato a 64 anni dopo aver lottato per un paio d’anni contro un male che ha avuto la meglio. «Ma non aveva paura di morire - ammette un amico che gli è stato accanto negli ultimi mesi - Sapeva di aver sistemato le cose terrene e con grande dignità ha atteso il giorno dell’addio».. Borsari è uno di quegli imprenditori che hanno trainato l’Emilia e il Modenese nel mondo globale, ereditando dal padre Giuseppe la passione per il mondo agricolo ma rendendolo un business. «Negli anni Ottanta riesce a sviluppare il commercio delle polpe, iniziando a frequentare il mercato del nord Italia. La parte amministrativa, sin dall’inizio è affidata a Maria Rosa Rastelli, moglie di Emer, la quale ha accompagnato passo dopo passo lo sviluppo dell’azienda. Nel 1980 - recita la storia del gruppo - la Borsari si pone il problema dello stoccaggio ed effettua i primi investimenti nei magazzini. Negli anni successivi inizia a commercializzare anche altri prodotti quali farina di girasole, semi di cotone e buccette di soja, cominciando a farsi conoscere a livello nazionale partecipando alle borse di Milano e Bologna».



Ma Emer Borsari ha lo sguardo attento e cerca di prevedere il futuro. Con l’amico Loris Mazzoli fonda “Antica Forma”, che commercializza salumi e prodotti tipici del territorio mentre avvia una serie di acquisizioni e di quelle che oggi si chiamerebbero start-up: è il caso della Punto Verde, che si occupa di produzione e commercio di paglia e erba medica disidratata, raggiungendo il ruolo di primo player nazionale nel settore biologico.

«Nei primi anni 2000 continuano gli investimenti nei magazzini con l’acquisto delle strutture di Ficarolo, Bondeno e Crevalcore. Nel 2005 l’attenzione per l’ambiente, la congestione della rete stradale e i vantaggi in termini economici complessivi portano la famiglia Borsari ad investire nel trasporto su rotaia. Nasce così lo scalo ferroviario di Villa Poma (Mantova), collegato direttamente alla stazione di Poggio Rusco, che con i suoi 100mila metri quadrati costituisce un moderno polo logistico di primaria importanza nel panorama italiano del settore. Parallelamente, il portafoglio prodotti viene ulteriormente ampliato con l’introduzione di cereali, colza, distiller, farina glutinata di mais».



Ieri pomeriggio, nella chiesa della Pieve, si sono tenuti i funerali dell’imprenditore che negli anni ha acquisito anche importanti cariche oltre alla presidente della Borsari Group. Era infatti presidente dell’Ager, Associazione Granaria Emilia Romagna che in segno di lutto ieri ha sospeso la riunione di mercato. Per anni è stato poi tra i consiglieri del board di 1893 San Felice Banca Popolare da cui si era allontanato soltanto negli ultimi mesi. E con gli imprenditori Alberto Reggiani e Dino Piacentini ha fornato anche “Piacere Aimag” che dal 2015 si è proposto come socio forte della multiutility carpigiana e della Bassa.

«Un uomo lavoro e famiglia, famiglia e lavoro», lo ricorda il figlio Francesco con un amico. Perché il futuro del gruppo nonantolano resterà in mani salde proprio grazie a Francesco e al fratello Luca, già manager affermati e che dal padre hanno ereditato la caparbietà e le competenze imprenditoriali.

«Emer era una persona pragmatica ma con i valori di una volta - viene ricordato - Gestiva un impero, ma sapeva che la sua era una famiglia di Partecipanti, le cui radici affondano in paese da oltre seicento anni. Non si è mai staccato dalla sua terra e l’ha sempre omaggiata e amata».

F.D.