Festival a Marano, Vignola e Savignano Che attori questi ragazzi

Le scuole, i gruppi di teatro, le ragazze e i ragazzi portano in scena storie per giocare ad immaginare il futuro nei teatri dell’Unione Terre di Castelli fino al 18 maggio, e raccontano tutto ciò che è degno di essere ricordato, tramandato, custodito e immaginato, affinché il mondo che verrà sia un mondo migliore”, spiegano gli organizzatori.

MARANO.  Impegnativo il tema scelto per fare da filo rosso al Festival del Teatro dei Ragazzi di Marano, giunto ormai alla 35esima edizione: “Storie per il mondo che verrà”. Ma “il nostro presente ci pone sfide importanti e il futuro del pianeta è nelle nostre mani. Le scuole, i gruppi di teatro, le ragazze e i ragazzi portano in scena storie per giocare ad immaginare il futuro nei teatri dell’Unione Terre di Castelli fino al 18 maggio, e raccontano tutto ciò che è degno di essere ricordato, tramandato, custodito e immaginato, affinché il mondo che verrà sia un mondo migliore”, spiegano gli organizzatori.


Ricchissimo di spettacoli, con un programma che arriva ad avere quattro appuntamenti giornalieri, il festival viene ospitato - come da tradizione - dal Centro Culturale di Marano, dal teatro Ermanno Fabbri di Vignola e dal teatro La Venere di Savignano. Sul palcoscenico si alternano classi della scuola primaria e secondaria inferiore di Guiglia, Marano, Savignano, Serramazzoni, Vignola, Castelvetro e Modena con compagnie teatrali provenienti dalle province di Bologna, Vicenza, Como, Padova, Verona e Trento.


Molto varie le proposte: da rielaborazioni di classici come Moby Dick, La fattoria degli animali, La fabbrica di cioccolato, Il fantasma di Canterville, La ballata di Bertoldo, a testi inediti e originali, da rappresentazioni che spostano le lancette del tempo nel futuro, anche con dialoghi marziani, a quelle sui giochi, i lavori faticosi, le avventure nel bosco, le zirudelle e l’ombra della guerra di un passato non così lontano ma che sembra lontanissimo. Si alternano, sul palcoscenico, solitudini e sogni, spaccati della vita quotidiana dei ragazzi, paure e segreti nascosti tra le pagine di un diario, legami che sfidano le distanze, il tempo e la logica e fiabe che si ribellano e cambiano il corso della loro avventura, con Cappuccetti non più rossi, Cenerentole annoiate, lupi vegetariani. (Programma completo: www.maranofestival.it)


Tre gli eventi collaterali: giovedì prossimo workshop di cinema di animazione a cura dell’associazione OTTOmani con laboratorio sulla tecnica dell’animazione in Stop Motion per ragazzi della scuola media, dove i partecipanti realizzano un corto animato che verrà proiettato poi durante il Festival. Lunedì 13, con la partecipazione speciale di Ert, “Aristotele Invita Velázquez a colazione e gli prepara uova e (Francis) Bacon”, una messa in scena comica e ironica, che coinvolge in prima persona gli studenti. E mercoledì 15 maggio “Inventare la felicità, una cosa che a volte si sente ma di cui non si sa quasi niente”, laboratorio di poesia e utopia a cura di Azzurra D’Agostino, dedicato ai bambini della scuola primaria. —