Maranello Violenta rapina in villa, fermato un uomo

I carabinieri hanno arrestato una persona di origini sarde considerato parte della banda che ha colpito a Gorzano

MARANELLO. Ha un nome e un volto ed è già dietro le sbarre.

Uno dei tre banditi che hanno rapinato in casa il pensionato Paolo Malerba, in via Po a Gorzano, è stato fermato e gli inquirenti hanno pochi dubbi che sia lui uno degli autori della rapina violenta.


È stato bloccato dai carabinieri di Maranello e ieri è comparso davanti al giudice.

Ora è caccia aperta agli altri due complici e al probabile basista che ha fornito le indicazioni per andare a colpo sicuro nell’abitazione presa di mira.



«Non avevo certo modo di reagire - ha detto Malerba a chi gli ha chiesto dell’accaduto - Me li sono ritrovati tutti e tre in casa, all’improvviso, di notte. Mi hanno puntato un coltello alla gola e mi hanno chiesto d’indicare dov’era la cassaforte e mi hanno ordinato di aprirla».

A quel punto il gioco era fatto, perchè la gang, con i rapinatori incappucciati, dopo aver effettuato il colpo è sparita nell’oscurità. C’era un complice ad aspettarli? È probabile com’è altrettanto probabile che ci sia stato qualcuno molto ben informato sulle abitudini di Malerba che abbia dato indicazioni precise agli uomini incappucciati.

Malerba, un passato da commerciante di piastrelle e oggi ufficialmente pensionato, vive solo nella sua villetta di via Po 52, un quartiere residenziale di Gorzano costituite da abitazioni singole o bifamigliari, come la sua.

Nessuno ha sentito nulla anche perché gli aggressori si sono introdotti in casa dopo aver forzato una finestra.

Gente esperta del mestiere e con le idee chiare su cosa cercare.

Nella sua ricostruzione dell’accaduto su una cosa Paolo Malerba non ha avuto dubbi: «Parlavano con uno spiccato accento sardo» ha ripetuto. E partendo da questo filo gli uomini della stazione di Maranello sono risaliti a uno degli autori. È veramente lui?

I militari che procedono nelle indagini sembrano avere pochi dubbi. Per i dettagli bisognerà però aspettare gli esiti delle indagini, in pieno svolgimento. Una domanda sopra tutte: come hanno fatto i rapinatori a identificare come possibile bersaglio l’inquilino di una abitazione che non ha neppure il campanello nè il cognome sulla cassetta delle lettere?

È questa solo una delle questioni che dovranno trovare una risposta quando anche gli altri due (o tre, se c’era un basista in macchina pronto a guidarli lontano da Gorzano dopo il colpo) potranno essere bloccati.

Per ora come si diceva dal silenzio assoluto sull’inchiesta è difficile prevedere tempi e modi della conclusione di una vicenda che ha scosso tutto il paese. Non è la prima volta che abitazioni isolate, o con pensionati che vivono soli, vengono prese di mira da ladri specializzati. Anche in zona ci sono stati altri colpi eclatanti, come quello di Castelvetro a metà marzo. —