Carpi: «Bloccato e ammanettato sul tetto per avere contestato Matteo Salvini»

Carpi, parla Umberto Fazzi, l’attivista del circolo Iskra, che dovrà rispondere dei reati di “grida e manifestazioni sediziose”

Carpi, arrestato per aver contestato Salvini. Il pensionato: "Ammanettato in modo brutale, grave e assurdo"



CARPI «Mi hanno ammanettato dopo essere stato bloccato dagli agenti, sul tetto. Io, comunista, stavo manifestando civilmente, soltanto con megafono e striscione, il mio dissenso contro il fascismo».

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Umberto Fazzi, 71 anni, è l’attivista del circolo Iskra che si trovava sul tetto sopra il portico del grano di corso Alberto Pio, durante il comizio del ministro dell’Interno Matteo Salvini, martedì sera. Fazzi è salito sul tetto alle 20.30, mentre stava parlando la candidata a sindaco del Centrodestra Federica Boccaletti. Ha srotolato uno striscione contro il fascismo, iniziando a urlare gli stessi concetti al megafono. «Ho scelto quella posizione perché era la più visibile di tutte dal comizio, volevo gridare a tutti la gravissima deriva che stiamo vivendo, con le violenze ai migranti e le negazioni dei diritti. Ma quel luogo è anche un simbolo: lì avvenne la protesta contro la tassa sul macinato» continua l’attivista del circolo comunista. Circolo noto e contestatissimo in città per avere organizzato eventi che hanno portato a Carpi alcuni componenti di spicco delle Brigate rosse, come Renato Curcio.



MI HANNO AMMANETTATO «Gli agenti devono avermi scambiato per un 18enne, mi hanno afferrato e fatto scendere dal tetto - prosegue Fazzi che ha raggiunto il tetto, che non è della sua abitazione, ma di un altro edificio privato, accedendo dall’interno - Poi, mi hanno ammanettato e accompagnato giù. Mi hanno condotto così, in mezzo alla gente, fino alla galleria di corso Alberto Pio. Ci sono testimoni, quindi, che mi hanno visto ammanettato. Poi sono stato portato in commissariato, dove mi hanno fatto un verbale di accompagnamento. Sono sottoposto a indagini per l’articolo 654». Articolo con cui si prevedono le ipotesi di reato di “grida e manifestazioni sediziose”, che potrebbero tradursi in una sanzione amministrativa. «È un verbale che non ho firmato e ho preferito nominare un mio avvocato invece di quello d’ufficio».



L’avvocato Tatiana Boni conferma che le dichiarazioni di Fazzi «che ha detto di essere stato ammanettato, accompagnato in strada con testimoni che hanno visto in quello stato». Occorre specificare che il protocollo delle forze dell’ordine prevede l’utilizzo delle manette in queste circostanze. Questo sia a tutela dell’agente, che potrebbe trovarsi di fronte a situazioni e soggetti imprevedibili, sia per la salvaguardia di chi viene bloccato. Fazzi, infatti, si trovava in un punto estremamente pericoloso, da cui poteva scivolare e fare un volo di decine di metri. Gli agenti della Questura lo hanno fermato, quindi, anche a tutela della sua incolumità.

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«La città si è comportata in modo civile in occasione del comizio - sottolinea il sindaco Alberto Bellelli - C’è chi ha scelto di contestare lì e chi ha espresso dissenso non andando all’evento. La città era blindata e, certo, io avrei preferito che dei 120 uomini impiegati alcuni fossero impiegati in altre funzioni» conclude Bellelli, alludendo alla richiesta fatta a Salvini di ottenere più agenti. —
 

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