Modena, via libera della giunta al progetto Fonderie

Entro il 2020 la gara per l’affidamento lavori, conclusione dell’intervento nel 2023. Costi stimati 3 milioni e 707mila euro

MODENA. L’idea è quella di chiudere i cinque anni della “marcia in più” per passare a quelli di “Daimò”, il nuovo slogan scelto da Gian Carlo Muzzarelli per tentare il bis. E così, a pochi giorni dalle amministrative, la giunta va avanti con l’approvazione dei progetti, con l’obiettivo di cambiare faccia a diverse aree della città, a partire dalla zona nord: al centro, questa volta, c’è la riqualificazione delle Fonderie di viale Ciro Menotti, con il recupero del vecchio progetto “Dast”, pensato nel 2008, ma attualizzato e declinato sul 2020, anno nel quale si prevede di concludere la gara per l’affidamento dei lavori che dovrebbero essere ultimati per la fine del 2023.

Nella seduta del 7 maggio scorso, infatti, la giunta comunale ha approvato la proposta di contratto e atto di accordo del “Documento strategia per la rigenerazione urbana Dast, Distretto per l’accelerazione e lo sviluppo della tecnologia - intervento ex Fonderie di Modena”. In sostanza, si tratta del primo atto concreto per far partire il progetto che porterà al recupero delle Fonderie, che nella palazzina storica ospiteranno la sede dell’Istituto storico (primo stralcio), mentre nella parte rimanente dello stabilimento ospiteranno le funzioni legate all’attività di Democenter-Sipe e Unimore nel campo dell’automotive e della mobilità sostenibile (secondo e terzo stralcio). Infine, nel comparto saranno realizzati anche nuovi edifici con funzioni residenziali a servizio del polo dell’innovazione e dell’Università (quarto stralcio).


E sono proprio la prima e parte della seconda funzione, ovvero il recupero edilizio e architettonico della palazzina che ospiterà la sede dell’Istituto storico e l’area destinata ai laboratori per l’automotive (l’obiettivo è creare un nuovo distretto per l'accelerazione dello sviluppo delle startup che operano nel campo delle tecnologie legate al settore della mobilità sostenibile), gli stralci regolati dall’accordo approvato il 7 maggio scorso.

Per quanto riguarda i costi, quelli stimati dal documento approvato dalla giunta sono di tre milioni 707mila euro, di cui un milione e mezzo arriveranno da un finanziamento stanziato dalla Regione e un milione e 400mila euro dalla Fondazione Cassa di Risparmio.

«La modalità di finanziamento della quota presunta residua a carico del Comune - si legge ancora nella delibera - verrà definita solo a seguito dell’acquisizione del progetto esecutivo». Per quanto riguarda i tempi, il Comune prevede la conclusione della gara entro fine dicembre 2020 e la conclusione dei lavori per la fine del 2023. —

L.G.