Fiumi, l’allerta resta solo in Appennino

Secchia e Panaro stanno defluendo regolarmente in città. Paura in montagna per il Rossenna ormai a ridosso della strada

Lo stato di allerta è rimasto fino alla mezzanotte ma la giornata di ieri ha portato, almeno in pianura, ad un’attenuazione dell’emergenza maltempo. Uniche criticità registrate sono state per il Secchia: in mattinata allerta arancione a Ponte Alto e sempre allerta arancione, per tutto il giorno a Ponte dell’Uccellino dove, vicino a Sozzigalli, il Secchia nel primo pomeriggio è arrivato a oltre 10 metri di altezza. Nessun danno però è stato segnalato. A Modena i ponti sono rimasti aperti tutto il giorno, dopo che nella serata di sabato si era invece profilata l’eventualità di una chiusura precauzionale. La piena, infatti, è defluita lentamente ma regolarmente transitando verso la Bassa e il Po. E ieri il livello dei fiumi è andato man mano calando con gli indicatori Arpae tutti verdi ed una progressiva regolarizzazione della situazione.

Tecnici comunali e volontari della Protezione civile hanno comunque garantito durante la notte tra sabato e domenica l’attività di monitoraggio degli argini nei corsi d’acqua del nodo idraulico modenese con un occhio di riguardo, come detto, per il Secchia, il fiume più gonfio e solitamente più pericoloso. Anche se l’emergenza pare dunque essere alle spalle restano comunque attivi sia la Protezione civile a Marzaglia che il Coc (Centro operativo comunale) e tutti i gruppi di volontariato locali.


Ben diversa il quadro in Appennino dove le ennesime piogge hanno complicato ulteriormente una situazione già drammatica. La più sensibile è senz'altro quella di Prignano sulla sp 23 Valrossenna, dove in pochi giorni all'altezza del km 1+600 il torrente si è mangiato 23 metri di sponda e adesso è davvero a ridosso della strada, come nel più cupo scenario. Si è dovuta restringere ulteriormente la carreggiata e ieri mattina i tecnici della Provincia hanno attivato il semaforo del senso unico alternato. Se lo scenario peggiora ulteriormente si potrebbe arrivare alla chiusura, che sarebbe devastante su una fondovalle di passaggio. A Montefiorino preoccupazioni rilanciate per un altro fenomeno di erosione: quello del torrente Dolo sulla sponda che ormai è a pochi metri dalla strada che conduce al polo industriale della Piana. Poi ancora frane e smottamenti vari sulle comunali, a partire da Palagano: «I disastri ormai sono talmente tanti che abbiamo finito transenne e cartelli: domani ne dobbiamo andiamo a comprare» nota amaro il sindaco Fabio Braglia. «Ci sono cedimenti continui soprattutto nella zona tra Monchio e Costrignano. La strada che preoccupa di più è via Mogno, molto usata perché porta alla zona industriale di Montefiorino: stiamo cercando di mantenerla aperta coi denti, ma non so fino a quando riusciremo». Brutte anche le condizioni della sp 28 (in diversi punti) che è il fulcro d'accesso a capoluogo e frazioni. A Sestola oggi dovrebbero partire i lavori della Provincia per riaprire la sp 324 a Roncoscaglia. Ma potrebbero essere complicati da altra pioggia. —

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