Elezioni Europee/ Le proiezioni: Lega è ampiamente il primo partito davanti a Pd e M5S

Gli aggiornamenti in tempo reale sullo spoglio elettorale. Si parte dalle europee lunedì 27 maggio dalle 14 si scopriranno i nomi dei sindaci dei 34 comuni in cui si vota

PRIME PROIEZIONI LA LEGA PUO' SUPERARE IL 30%

I primi dati reali dello scrutinio forniti dal sito del Viminale confermano il trend indicato dagli exit e dagli intention poll: quando sono state scrutinate qualche centinaio di sezioni su 61.576, la Lega è il primo partito con oltre il 30% dei voti, seguita dal Pd con circa il 20% e poi da M5s che ancora oscilla tra il 19 e il 17%. A seguire Forza Italia, con circa il 9% e Fratelli d'Italia con il 6%. Primo dei partiti a ridosso del quorum è +Europa che però non raggiunge il 4%.

ANALISI DEGLI EXIT POLL: CHI VINCE CHI PERDE

Da primi exit poll il Pd è, sia pur leggermente, avanti al M5S e si piazza al secondo posto dietro la Lega. Per gli exit poll Opinio Rai i Dem si collocano tra il 21% e il 25% mentre i Cinque Stelle sono tra il 18,5% e il 22,5%. Per i Multi poll Swg per la 7 il Pd è tra il 21 e il 24% e il M5S tra il 20% e il 23%. Per gli intention poll Tecné Mediaset i Dem si collocano tra il 20,5% e il 24,5%, contro il M5S, fermo in una forchetta tra il 18,5% e il 22,5%. Infine, per gli Instant Poll per Skytg24, il Pd è tra il 21,5% e il 24,5% e il M5S fra il 20% e il 23%.

In base al primo Exit poll del consorzio Opinio Italia per la Rai, alle Europee, Destre Unite- Casapound sono allo 0,0-1,0%, Partito Animalista 0,0-1,0%, Altri 1,0-3,0%. La copertura del campione è dell'80%.

EXIT POLL LA 7

Secondo il multi poll realizzato da Swg per La 7 per le Europee la Lega è il primo partito in una forbice tra 26,5% e 29,5%. Il Pd è tra 21% e 24%, il Movimento 5 Stelle è al 20%-23%, Forza Italia è tra 9 e 11% e Fratelli d'Italia è tra il 5% e il 7%.

EXIT POLL SKY

i primi instant poll di youtrend diffusi da skytg24 assegnano alla lega una forchetta che va dal 27 al 30%, primo partito italiano. testa a testa tra pd (21,5-24,5%) e m5s (20-23%). forza italia è tra il 9 e l'11%

EXIT POLL RAI

In base al primo Exit poll del consorzio Opinio Italia per la Rai, alle Europee la Lega è il primo partito con il 27-31%. Il Pd è al 21-25%, M5s al 18,5-22,5%, Forza Italia all'8-12%, Fratelli d'Italia al 5-7%, Più Europa 2,5-4,5%, Europa Verde 1-3%, La Sinistra 1-3%, Partito Comunista 0,1-1,5%

EXIT POLL MATRIX

Lega in pole position tra il 26 e il 30%. Secondo i dati di exit tecne per Matrix (Mediaset), il M5S si colloca tra il 18,5 e il 22,5%, il Pd tra il 20,5 e il 24,6%. Forza Italia sarebbe tra l’8 e l’12%, mentre Fdi tra il 4 e il 7%.

LA PRIMA ANALISI SULLE PROIEZIONI DEGLI EXIT POLL

La Lega di Matteo Salvini primo partito, in bilico attorno al 30%. Il M5s di Luigi Di Maio in netto calo rispetto alle politiche di un anno fa, attorno al 20%, con il serio rischio di finire solo terzo, dopo il Pd. Oltre la soglia di sbarramento, anche Forza Italia, che mira a superare il 10% e Fdi: +Europa rischia di non farcela per poco.

È solo una prima fotografia, a urne appena chiuse. Ma se gli exit poll fossero confermati dallo spoglio, le elezioni europee sancirebbero un cambio di equilibri nella politica italiana. Le ripercussioni sul governo si vedranno solo nei prossimi giorni ma i Cinque stelle sembrano pagare a caro prezzo l'alleanza di governo, mentre Salvini ribalta totalmente i rapporti di forza. In una tornata che mette in ballo anche 3800 Comuni e la Regione Piemonte, cresce l'affluenza rispetto alle europee del 2014: alle 19 ha votato il 41,92% degli aventi diritto, un punto in più di cinque anni fa.

I primi a Roma italiani scorrono mentre già si sa qualcosa di quel che accade nel resto d'Europa: popolari e socialisti perdono terreno, i sovranisti crescono ma non sfondano, i verdi sono protagonisti di un vero e proprio exploit. Un boom ecologista che però non riguarda l'Italia, dove Europa verde, con +Europa, La Sinistra e Rifondazione comunista vanno verso l'esclusione dal Parlamento europeo, sotto il 4%. Al termine di una campagna elettorale al vetriolo, segnata da uno scontro tra i partiti di governo tanto duro da offuscare la posta in palio a Bruxelles, gli occhi sono tutti puntati sulla performance dei gialloverdi.

La Lega, che nel 2014 era al 6% e solo un anno fa al 17%, conferma le attese della vigilia con una crescita esponenziale che ne fanno il primo partito: secondo gli exit poll di Opinio per la Rai, Salvini oscilla tra il 27 e il 31%. Si prepara a festeggiare il «cambiamento» che già nel pomeriggio, al momento del voto, diceva di «sentire nell'aria». E a riscuotere le sue azioni in crescita nel governo. Ma anche la Lega tiene d'occhio il dato M5s, che sembra essere clamoroso.

Gli exit poll stimano infatti il M5s tra il 18,5 e il 22,5%, con il serio rischio di finire solo terzo, dopo il Pd, che quotato tra il 21% e il 25%, in crescita rispetto al 19% delle politiche. Il Movimento, all'esito di una campagna guidata tutta da Di Maio - assenti Beppe Grillo e Alessandro Di Battista - rischia di vedersi sorpassato dai Dem di Nicola Zingaretti. E fare addirittura peggio del 2014, quando si fermò al 21% mentre Matteo Renzi sfondava il 40%. Se il dato degli exit poll fosse confermato, si tratterebbe di un crollo di oltre dieci punti rispetto al 32% delle politiche di un anno fa. Mentre al Nazareno farebbe premio la scelta unitaria del nuovo segretario. C

on un dato del genere, non solo rischierebbero di cambiare gli equilibri dentro il Movimento ma Di Maio dovrebbe prendere le contromisure nel governo, di fronte allo strapotere leghista. Prima del voto Salvini escludeva l'ipotesi di un rimpasto, nonostante circolasse addirittura l'ipotesi di una sostituzione di Giuseppe Conte a Palazzo Chigi. Ma se davvero ci fosse il tracollo M5s tutto tornerebbe in discussione. Di certo, però, il Movimento non avrebbe interesse a tornare alle urne.

E lo stesso Salvini dovrebbe fare le sue valutazioni. Il centrodestra esce infatti forte dalle urne, con Fi stimato tra l'8 e il 12% e Fdi tra il 5 e il 7%. La Lega dovrebbe tenere però conto della tenuta di Forza Italia, con la guida di Silvio Berlusconi, che si prepara al debutto da Eurodeputato e intende giocare la sua partita nel Ppe. Sembrano destinati a restare sotto la soglia tutti gli altri schieramenti. +Europa di Emma Bonino e Federico Pizzarotti potrebbe non farcela di poco, mentre non sembrano avvicinarsi al 4% di sbarramento Europa verde, La Sinistra e Rifondazione comunista

AFFLUENZA DELLE 19 IN EMILIA ROMAGNA

Cresce, nella rilevazione delle 19, l'affluenza alle urne per le europee rispetto a cinque anni fa: alle 12 ha votato oltre il 55%, contro il 52,3% delle elezioni del 2014 alla stessa ora. L' Emilia-Romagna è nella rilevazione delle 19, la regione con la partecipazione più alta: un primato «tradizionale» che nelle ultime tornate elettorali aveva perduto. L'affluenza è sensibilmente più alta (58%) nelle città dove si vota anche per il rinnovo del sindaco e del consiglio comunale. Le province dove si è votato di più sono Forlì-Cesena (57,9%) Modena (57,2%) e Ferrara (57,1%). Particolarmente alto il dato di affluenza alle comunali di Ferrara, che alle 19 era del 62,9% e di Cesena, 60,4%. Si vota fino alle 23. Gli scrutini delle europee cominceranno subito dopo la chiusura dei seggi, mentre quelli per le comunali domani alle 14.

ADELAIDE ZACCARIA E' GIA' SINDACO DI MONTESE

Con l'affluenza alle urne che ha già ampiamente superato il 50% Montese ha il nuovo sindaco. Si tratta di Adelaide Zaccaria, unica candidata nel paese appenninico. Ovviamente la proclamazione avverrà domani in occasione dello spoglio delle amministrative, ma l'affluenza basta per anticiparne l'esito.

AFFLUENZA: ALLE 12 IN EMILIA ROMAGNA HA VOTATO IL 23%. A MODENA IL 24,2%

L'affluenza alle urne per le europee in Emilia-Romagna è sostanzialmente in linea rispetto alle elezioni di cinque anni fa: alle 12 ha votato il 23%, in lievissimo calo rispetto al 23,5% del 2014. L'Emilia-Romagna si è riappropriata, almeno nella rilevazione delle 12, dello scettro di regione con la partecipazione più alta: un primato «tradizionale» che nelle ultime tornate elettorali aveva perduto.

L'affluenza è leggermente più alta (24,6%) nelle città dove si vota anche per il rinnovo del sindaco e del consiglio comunale. Le province dove si è votato di più sono Ferrara (24,9%), Reggio Emilia (24,4%) e Modena (24,2%). Particolarmente alto il dato di affluenza alle comunali di Ferrara, che alle 12 era del 27,4%, Si vota fino alle 23. Gli scrutini delle europee cominceranno subito dopo la chiusura dei seggi, mentre quelli per le comunali domani alle 14.  

 

SEGGI APERTI ALLE 7

 Si sono aperti ufficialmente alle 7, e resteranno aperti fino alle 23, i seggi per le elezioni europee in Italia (saremo gli ultimi a chiudere le operazioni di voto nel continente). Dopo una campagna elettorale durata mesi in cui si è litigato fino all'ultimo su tutto, parlando poco di Unione europea. Sono quasi 51 milioni i cittadini chiamati a rinnovare il Parlamento europeo. L'Italia eleggerà 76 eurodeputati: 73 eletti si insedieranno subito mentre i restanti tre potranno farlo quando l'addio del Regno Unito all'Ue sarà giuridicamente effettivo. In provincia di Modena per 34 comuni ci sarà anche l'elezione di sindaco e consigli comunali. Saranno dunque due le schede che verranno consegnate agli elettori.

454MILA I MODENESI CHIAMATI A VOTARE

La provincia emiliano romagnola con il più alto numero di votanti è Modena, dove ci sono 34 comuni coinvolti nel voto per il cambio del sindaco. Nella provincia di Modena, intutto, andranno alle urne tra Europee e Amministrative 454.431 elettori (584 sezioni) di cui 221.407 uomini e 233.024 donne.
 
IN 140 MILA PER SCEGLIERE IL SINDACO
 
Sono i cittadini aventi diritto per l’elezione del sindaco di Modena: 66mila 971 maschi, 73m,ila 78 le femmine. Tra questi 439 (306 femmine e 133 maschi) sono i cittadini comunitari che hanno chiesto di concorrere all’elezione del sindaco e del consiglio comunale.
 
418 CANDIDATI IN LIZZA
 
È il numero dei candidati alla carica di consigliere nella sola città di Modena, dove i posti in consiglio comunale sono 32. I 418 candidati sono divisi in 14 liste: le donne sono 168, mentre gli uomini sono 250.
 
I 34 COMUNI IN CUI SI VOTA PER IL SINDACO
  1. Modena
  2. Carpi
  3. Mirandola
  4. Concordia
  5.  San Possidonio
  6. Ravarino
  7. San Felice
  8. Bastiglia
  9. San Prospero
  10. Medolla
  11. Bomporto
  12. Cavezzo
  13. Soliera
  14. Campogalliano
  15. Sassuolo
  16. Formigine
  17. Fiorano
  18. Maranello
  19. Castelfranco
  20. Spilamberto
  21. Castelvetro
  22. Marano
  23. San Cesario
  24. Nonantola
  25. Savignano
  26. Fanano
  27. Fiumalbo
  28. Frassinoro
  29. Lama Mocogmno
  30. Montecreto
  31. Montese
  32. Pievepelago
  33. Prignano
  34. Riolunato