Modena. La resa di Prampolini con una telefonata «Gian Carlo, ci vedremo in Consiglio»

Il candidato della Lega non perde il sorriso e chiama il sindaco per complimentarsi e annunciare battaglia in opposizione



Tablet acceso sul tavolino, ma anche taccuino e matita, perché a volte la tradizione è meglio della tecnologia.


Stefano Prampolini è uno che i numeri li maneggia ogni giorno e quelli che ha davanti agli occhi decretano la sua sconfitta, ma non gli tolgono il sorriso e la serenità. Non ha rimpianti, è consapevole di aver messo in campo le sue forze in una campagna impegnativa e giocata su più fronti.

Questo il clima che si respira al 212 nel quartier generale della Lega man mano che i dati delle comunali di Modena sanciscono la vittoria al primo turno di Muzzarelli. Un risultato inatteso, ma che ha iniziato a palesarsi nella notte tra domenica e lunedì, quando il Pd veniva proiettato a Modena attorno al 40 per cento. I più esperti, in casa Lega, quelli che di politica masticano tutti i giorni, avevano intuito l’epilogo.

A sigillare il risultato la decisione di Prampolini di chiamare l’avversario per complimentarsi. Sono le 19.30, ma ci vorrà un po’ prima che i due riescano a parlarsi, pare che Muzzarelli avesse perso il cellulare.

Poi il collegamento: «Muzzarelli? Sono Prampolini, complimenti». I due si salutano come vecchi amici, ma si danno anche appuntamento in Consiglio comunale. «Se avrete buone idee per Modena saranno ben accette», dice il sindaco dall’altra parte. Poi i saluti.

«Non ho rimpianti - sottolinea Prampolini dopo aver chiuso la cornetta - prendo atto della scelta degli elettori. Saremo in Consiglio per fare un’opposizione seria, sincera e dura, portando avanti le battaglie che ci contraddistinguono».

Ancora presto per analizzare il voto: «Servono i dati definitivi e dovremo vederli zona per zona insieme alla mia squadra. Sarà decisivo capire dove sono stati gli scostamenti tra Europee e amministrative. La Lega, però, è in crescendo e lo dimostra il dato provinciale e di alcune importanti amministrazioni, come Sassuolo, Carpi e Mirandola. A Modena non ci siamo riusciti, ne valuteremo i motivi a bocce ferme».

Questo non significa che Prampolini cambierebbe qualcosa nelle sue strategie: «Rientrare in politica dopo le esperienze negli anni Novanta mi ha rinfrescato la memoria - sottolinea - e mi sono reso conto di quanto l’ambiente sia cambiato: ad esempio oggi bisogna confrontarsi molto con i social network. Detto ciò, penso di aver portato avanti una campagna corretta e di aver vissuto una splendida esperienza: questa è la città dove sono nato e dove ho sempre vissuto. Ho avuto l’opportunità di sentire il calore di Modena nei miei confronti - chiude Prampolini con una nota di colore -. Un aspetto che mi ha fatto davvero piacere». —