Modena. Muzzarelli straccia tutti i pronostici e torna in Comune al primo turno

Il candidato della Lega Prampolini liquidato con il 53,4% Grande affermazione anche nei seggi del centro storico

MODENA È il giorno del voto che si ribalta, che cambia pelle dalle Europee alle Amministrative. È il giorno delle città, dove il Pd regge il confronto con la Lega più che altrove. È il giorno di Modena, dove il ballottaggio sul quale tutti in città avevano scommesso, non è arrivato. Ballottaggi a Carpi, Mirandola, Castelfranco e Maranello (ci sarà il riconteggio per sole due schede) tra Pd e centrodestra, la Lega che vince a Sassuolo ma non a Modena.

Perchè a Modena è il giorno di Gian Carlo Muzzarelli, riconfermato sindaco del capoluogo col 53,42% senza bisogno del secondo turno. Un voto che nelle proporzioni esalta la figura dello stesso sindaco, che ha conquistato di persona questo secondo mandato, ben oltre la tenuta del Pd già dimostrata alle Europee in città.


Lo dicono i numeri. Basta vedere cosa è successo in modo costante nella maggior parte dei seggi: al seggio 23 e al seggio 63 Muzzarelli e la coalizione crescono, rispetto al dato del Pd, del 22%; al seggio 28 e al seggio 24 l’aumento è del 10%. La scelta, insomma, cade su Muzzarelli prima che sul Pd. Accade in zone che si erano rivelate problematiche dopo le Politiche del 4 marzo 2018: alla Crocetta, in viale Gramsci, dove il Pd era finito per essere addirittura il terzo partito dietro a Lega e Cinquestelle.

Anche nei seggi del Centro Storico, da sempre uno dei punti deboli del centrosinistra, il Pd è stabilmente sopra il 50% e inverte la tendenza in via Piave, in Sant’Agostino, in San Cataldo. Seggi, in quartiere Buon Pastore e Sant’Agnese, dove avrebbe potuto pesare la questione Vaciglio e Mobastacemento, vanno al Pd senza problemi, Muzzarelli doppia in diversi casi il suo principale rivale. Un Pd, insomma, che tiene tornando sui livelli del 2014 e un Muzzarelli che vince la partita trascinando personalmente la sua squadra.

Non ce l’avrebbe fatta, però, senza una composizione, a sinistra, dove emergono soprattutto tre fattori.

Primo: il ruolo di Sinistra per Modena. Mai come in questa occasione è stata decisiva la spinta di chi Muzzarelli e il Pd se li è fatti andare bene in virtù di un patto anti-Salvini. Ora, col suo 7.95%, sarà decisiva anche in consiglio comunale, perchè i 15 consiglieri in forza al Pd non permettono a Muzzarelli di governare da solo. E qui è probabile che la richiesta di assessori in giunta da uno passi a due.

Secondo: il posizionamento di Modena Solidale. Una lista civica di appoggio che, superando il 3,66%, andrà a chiedere anche qualcosa di più del consigliere maturato sul campo.

Terzo: il 3% dei Verdi, che col traino europeo sono stati anch’essi decisivi.

Cambiando coalizione, i riflettori della città si erano accesi già nella notte, alla conclusione dello spoglio delle Europee.

Con il Pd a ridosso del 40%, c’era chi, nel centrodestra, aveva visto la partita decisamente in salita. Quando poi, dalle prime proiezioni di ieri pomeriggio, si è addirittura capito che il voto sul sindaco era in controtendenza rispetto al Comune, si aspettava solo di capire le proporzioni della delusione di un centrodestra che ci aveva davvero creduto.

Partiamo dalla Lega, che aveva chiuso le Europee a Modena al 26,10%. Stefano Prampolini, invece, si ferma al 23,31%. Evidentemente l’appeal del candidato non ha sfondato sull’elettorato.

Forza Italia precipita al 3,98%, un minimo storico che ha del clamoroso.

Chi sorride è Fratelli d’Italia, che cresce superando la soglia del 3,68% e matura anche un seggio in consiglio comunale. Siamo Modena resta addirittura sotto all’uno per cento.

Poi c’è il tonfo grillino. Un dato che ha certamente un riflesso nazionale, ma che a Modena la strada fosse in salita lo si era intuito dalla mancata ricandidatura dei cinque consiglieri uscenti e dalla scelta tormentata del candidato: Andrea Giordani è rimasto al 9,51 per cento, due punti in meno rispetto al dato Cinquestelle in città alle Europee.

Guardando gli altri quattro candidati sindaci, tutti appoggiati da una sola lista, non c’è nessuno che può sorridere. È solo mezzo accennato il sorriso di Carolina Coriani di Modena Volta Pagina, che non guadagna una poltrona nell’assemblea cittadina ma si attesta attorno ad un 3,05% per cento di tutto rispetto.

Se per Sergio Celloni (Gol) e Luca Ghelfi non c’erano particolari aspettative (nessuno dei due supera lo 0,5%, 049% e 0,44%), stupisce in negativo il risultato di Cinzia Franchini, ferma all’1,32%. —