Serramazzoni. Avventure delle “Cavani” diventano un giornalino

Ed è arrivato anche il giornalino. Evvabè, sai che gran impresa, il giornalino della scuola, sembra di sentir dire. E invece no. Perché il giornalino delle Cavani di Serramazzoni (le scuole secondarie inferiori, ma per i non addetti, ancora e sempre, le scuole medie) è una delle tessere di meraviglia di un anno bislacco e faticoso, iniziato nello sbigottimento di un sequestro, proseguito nella confusione di aule condivise con elementari e materna e lezioni al pomeriggio, tornato (quasi) alla normalità a marzo, giusto col cambio d’orario e l’arrivo dell’ora legale, con l’inaugurazione dei container in Pineta, e le lezioni al mattino, con gli occhi pieni di sonno di chi, ad alzarsi presto, ha un po’ perso l’abitudine.

Il professor Leone Tuccinardi (dopo essere riuscito a portare una squadra di studenti ai Campionati di geografia) questa volta ha coinvolto gli studenti, ha creato gruppi di lavoro (arte, letteratura, geostoria, attualità, musica e spettacolo, sport, cinema, scienze e tecnologia, internet, e foto - impaginatori e illustratori) li ha convinti a incontrarsi il sabato pomeriggio, hanno intervistato Mario Toni e Luca Toni, ma anche Daniele Aristarco (in foto con tre alunni), lo scrittore che hanno incontrato e col quale hanno condiviso pensieri, dubbi e riflessioni durante un’intera mattinata dopo aver letto i suoi libri, hanno suggerito film, confrontato libri e fumetti, parlato di ambiente e delle bellezze naturali locali come il Bucamante…


Si chiama “Cavani c’è” il giornalino della scuola, anno 1, as 2018/2019 e in copertina c’è l’illustrazione a tutta pagina di una cicogna che porta nel becco una scuola (con le tendine alle finestre).

“Chi pensava che avremmo subito una lenta e dolorosa sconfitta si è dovuto ricredere – scrive nell’editoriale il professor Tuccinarci – Cavani c’è, Cavani resiste e ci sarà ancora per molto tempo. E questa vittoria è la vittoria del gruppo, dei docenti, del personale, delle famiglie, ma soprattutto è la vittoria dei ragazzi, i nostri alunni … che si sono rimboccati le maniche e si sono dati da fare… e il loro comportamento è stato il miglior esempio di ciò che sono in grado di fare i nostri ragazzi”.

Anche il giornalino della scuola nasce da un’idea degli studenti, di questi ragazzini che non sanno dove trovarsi, che hanno anche il punto lettura chiuso al pomeriggio (tranne il giovedì), che si trovano sparsi in piccole frazioni come isolotti di un arcipelago senza ponti, e che hanno il fuoco dentro nonostante lo sguardo spesso miope degli adulti. “Unico nel suo genere è fatto, diretto, concepito e realizzato dai nostri alunni” sottolinea infatti Tuccinardi, il cui orgoglio (e anche un po’ di commozione) traspare parecchio dalle parole dell’editoriale.

Una bella finestra sul mondo, la voce e l’entusiasmo dei più giovani. —

M.T.