Schiacciate dal Tir Muoiono sul colpo 3 donne sassolesi Grave una quarta

Viaggiavano in seconda corsia, prima di Valsamoggia La loro Alfa era quasi ferma. Le donne estratte ormai prive di vita dall’abitacolo sono la rumena Otilia-Camelia Ceornodolea, 24 anni, l’italiana Veronica Fili, 23 anni, e la conducente di 42 anni, la marocchina Zainaba Elaissaoui Ferita una quarta donna probabilmente la figlia di Zainaba



Un rallentamento improvviso dell’auto. Forse un guasto al motore, che ha impedito di proseguire lungo la seconda corsia autostradale. Poi l’arrivo alle spalle di un autotreno. L’autista non si accorge della lentezza dell’auto e non riesce a frenare in tempo. Il tamponamento è terrificante: l’urto distrugge l’auto strappando via anche il tettuccio della scocca. Il bilancio di sangue è di tre donne morte e una ferita gravemente. Questo è l’inferno che improvvisamente si è concretizzato ieri sera alle 18.30 in A1 a solo un chilometro dall’uscita Valsamoggia. Le morte e la ferita, che viaggiavano sull’auto, erano tutte residenti a Sassuolo.

Schianto a Valsamoggia: muoiono tre sassoiesi



Le donne estratte ormai prive di vita dall’abitacolo sono la rumena Otilia-Camelia Ceornodolea, 24 anni, l’italiana Veronica Fili, 23 anni, e la conducente di 42 anni, la marocchina Zainaba Elaissaoui. Salva solo la 23enne marocchina con lo stesso cognome della deceduta, probabilmente sua figlia: è stata caricata in eliambulanza e portata immediatamente al pronto soccorso dell’Ospedale Maggiore di Bologna dove è stata sottoposta a visite. Le sue condizioni sono gravi: è in prognosi riservata. Non si conosce esattamente il suo quadro clinico: i traumi e le lesioni riportate nell’urto ieri sera erano ancora in corso di valutazione da parte del personale medico e diagnostico.



Sul posto è arrivata l’intera forza disponibile della polizia stradale di Modena Nord, compreso il comandante Enrico Tassi che si è dato da fare insieme ai suoi uomini non solo per coordinare i soccorsi ma anche per gestire la paralisi del traffico autostradale e permettere l’arrivo dei mezzi dei vigili del fuoco e dei necrofori provenienti da Bologna. Tanti gli aspetti da accertare di questa tragedia. Se la dinamica sembra abbastanza chiara, come detto - si tratta di un tamponamento - resta da capire perché l’auto tamponata, un’Alfa 147, fosse quasi ferma in seconda corsia. I resti dell’auto saranno certamente sottoposti ad accertamenti tecnici per capire se avesse avuto un guasto.

Da chiarire anche perché il camionista non si è accorto dell’auto quasi ferma davanti a lui e non ha frenato in tempo. Infine, da chiarire altri aspetti sicuramente minori nel quadro delle indagini ma fondamentali per inquadrare l’accaduto in tutta la sua tragedia. A cominciare da dove erano dirette queste quattro donne in autostrada. Stando alle valigie trasportate, probabilmente erano dirette verso il mare. Lievi ferite per il camionista. La Procura ha già aperto un fascicolo. Dopo lo schianto, il traffico è impazzito.

Da subito si sono formate lunghe code. La stradale, proprio per evitare altre tragedie, ha disposto immediatamente la chiusura della prima e della seconda corsia. I mezzi hanno circolato per un po’ in terza e quarta corsia ma poi si è inevitabilmente formata una coda molto lunga che è diventata di parecchi chilometri; coda anche sul lato opposto per i curiosi che sbirciavano.

Alle 19 Autostrade per l’Italia, annunciando una fila di 14 chilometri da Modena Sud a Valsamoggia - tutto il traffico era ormai fermo - consigliava agli automobilisti in ingresso di evitare Modena Sud e di entrare da Modena Nord. Contemporaneamente, consigliava di utilizzare le statali parallele all’autostrada, a cominciare da via Emilia. In pochi minuti via Emilia, la Vignolese e altre strade importanti erano tutte intasate. Il traffico è pesantemente rallentato a Modena città, con ripercussioni in tangenziale e lungo gli assi di scorrimento.

In serata, verso le 20.30, è stato riaperto sulla autostrada il tratto chiuso. Lentamente il traffico ha ripreso a circolare, ma è servito molto tempo prima di tornare alla normalità. Nel frattempo i corpi delle vittime erano stati portati all’obitorio di Bologna, a disposizione della Medicina legale per le autopsie; i mezzi coinvolti sono sotto sequestro.

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