I giudici: il fantasma di Mirandola stia in carcere

Il Tribunale della Libertà respinge il ricorso del difensore: ha 18 anni, non ci sono dubbi. Per i reati contestati rischia 15 anni

MIRANDOLA
Per la magistratura non ci sono più dubbi: il fantasma di Mirandola, l’immigrato clandestino che ha dato fuoco alla sede della polizia municipale di via Roma provocando la morte di due persone e l’intossicazione di altri dieci inquilini degli appartamenti, è un maggiorenne.

E i reati contestati restano gli stessi. Sufficienti per restare in carcere e rischiare una condanna sui 15 anni di reclusione. Lo ha stabilito il Tribunale della Libertà di Bologna, accogliendo su tutta la linea le tesi della Procura di Modena, sostenute fin dal giorno della tragedia dal pm Pasquale Mazzei, titolare delle indagini.

Non cambiano neppure le prime imputazioni: troppo debole allo stato quella di omicidio volontario, evanescente quella di terrorismo, il fantasioso Otman Boraja (l’ennesimo nome falso con età e nazionalità falsa dichiarato ai carabinieri che lo hanno arrestato la notte stessa dell’incendio) è accusato di furto aggravato, di incendio doloso e di due morti come conseguenza di un altro reato. Non decolla invece l’accusa di lesioni gravi per conseguenza di un altro reato: mancano ancora le querele delle parti offese.

I reati contestati sono il risultato dei sopralluoghi e degli accertamenti dei carabinieri del Nucleo Operativo di Carpi e di Mirandola. La circostanza che l’ingresso per gli inquilini degli appartamenti Acer dei piani superiori fosse sul retro di via Roma ha infatti per ora escluso l’ipotesi di accusa che il magrebino fosse consapevole della presenza di persone ai piani superiori (circostanza che avrebbe avvalorato la tesi dell’omicidio volontario con dolo eventuale).

Tutti elementi che il Tribunale della Libertà ha dato per scontati parlando di “completa adesione” alla ordinanza impugnata. L’avvocato difensore, dopo la decisione del gip di Modena di convalidare l’arresto e disporre il carcere si era infatti opposto solo sulla maggiore età del suo assistito, sostenendo che gli esami effettuati in Medicina legale fossero inidonei e che gli atti dovessero passare alla Procura dei minori, avendo “Otman” dichiarato di essere nato a Casablanca il 6 luglio del 2003.

E invece per i tre giudici di Bologna l’esame medico legale auxologico del 25 maggio (che gli attribuisce almeno 18 anni) è incontestabile. Quello adottato dalla dottoressa incaricata, Jessica Camatti, è infatti un metodo scientificamente riconosciuto dalla magistratura. Oltretutto, quando pure non gli conveniva, il fantasma magrebino aveva dichiarato di essere maggiorenne. —