Carpi, smaltisce il secondo arsenale che blocca i lavori di casa

La singolare disavventura di Gianluca Galloni: in un’altra vasca sono spuntati fucili, mitra, mitragliatrici, tritolo e bombe: «Li ho dovuti caricare io per smaltirli»

CARPI. Ha svuotato una vasca di un metro cubo piena d’armi risalenti alla seconda guerra mondiale, collocata sotto l’edificio di sua proprietà, adibito a officina e abitazione.

Il ritrovamento risale al marzo scorso quando Gianluca Galloni, proprietario dell’immobile in questione, in via Roma a Migliarina, ha iniziato i tanto sospirati lavori dopo che il terremoto del 2012 aveva danneggiato sostanziosamente lo stabile.



Non ha fatto in tempo a partire con gli interventi che è stato necessario fermarsi subito: la ditta incaricata ha notato la vasca piena di armi.

E si tratta di una vasca gemella rispetto a quella già scoperta dallo stesso Galloni nel 2011: quello effettuato in marzo, quindi, è il secondo ritrovamento.

«L’ultima l’ho svuotata io con la supervisione dei carabinieri, che hanno fatto intervenire gli artificieri del Genio di Piacenza – racconta Galloni – Ho trovato l’esplosivo, ancora attivo».

Gli uomini del Genio hanno così prelevato l’esplosivo e lo hanno fatto brillare nelle campagne di Fossoli.

«Si sono mostrati molto preoccupati, gli artificieri, come del resto lo ero io – prosegue – Se le vasche fossero state scoperte insieme, potevamo saltare in aria. Cosa sarebbe potuto succedere se tutta quella quantità di armi e di esplosivo fosse stata ancora attiva?».


Ingente il quantitativo di armi ritrovato anche la seconda volta: 30 moschetti, un mitra, due mitragliatrici, un panzerfaust (ovvero un lanciagranate), 43 confezioni di tritolo da una libra, cinque bombe a mano e cinque cariche da demolizione da tre chili l’una e migliaia di cartucce, da sommare al resto, emerso otto anni fa.

«Le armi sono state portate dai carabinieri e qui verranno fuse – conclude Galloni – le ho caricate sul furgone e le ho trasportate in caserma, scortato dai militari».

«Nessuno ha detto nulla in tutti questi anni, dal dopoguerra a oggi, eppure qualcuno, nella frazione, sicuramente sapeva dell’esistenza di queste armi. Chi è a conoscenza della presenza delle armi non dirà mai nulla – aggiunge il proprietario – Eppure le situazioni come quella in cui mi sono trovato io sono diffuse».

Un altro particolare emerge, inoltre. «Entrambe le vasche sono in eternit, materiale diffusissimo nei passati decenni». Un dettaglio che si aggiunge al tortuoso percorso che accompagna da anni Galloni. «Dopo anni dal sisma, sono riuscito a ottenere il contributo per ristrutturare sia l’abitazione, sia l’officina – aggiunge – La notizia del risarcimento è arrivata lo scorso Natale. I lavori sono partiti poco dopo.

Ma si sono arenati lo scorso marzo, quando la ditta che stava procedendo con gli interventi si è trovata di fronte l’altra vasca gemella». —