Sassuolo. La tragedia in autostrada. Il dolore del poliziotto «La corsa, poi le urla e quei corpi straziati...»

La commovente testimonianza di un agente intervenuto a Valsamoggia in autostrada sul luogo in cui sono morte le tre donne di Sassuolo «Difficile operare tra lo choc che hai dentro e le vite perse» mercoledì i funerali

SASSUOLO È un dolore profondo quello che prova l’intera Sassuolo per la scomparsa di Veronica Fili, 22 anni, Otilia Camelia Ceornodolea, 24, e Zainaba El Aissaoui, 41, le tre vittime dell’incidente in A1. Zainaba guidava e stava accompagnando la sorella Souaad (ricoverata al Maggiore), e le amiche in auto all’aeroporto per prendere un volo per la Spagna. 

Sassuolo si riunisce per ricordare Veronica, Otilia e Zanaba

FUNERALI MERCOLEDì
Si terranno forse mercoledì i funerali. Intanto, suscita emozione il toccante commento di un operatore della polizia che su Facebook ha raccontato il profilo emotivo della tragedia. «Sei lì con il collega, manca poco alla fine del turno, la radio gracchia... È il centro che ti chiama: “Abbiamo un tamponamento tra un mezzo pesante e un’autovettura, avvicinatevi in supporto ai colleghi”.
 
 
Tutto si ferma, saltano i piani di fine turno, una chiamata al volo alla tua compagna per avvisarla che anche questa sera sarà sola a tavola a cenare e via. Sirena e lampeggiante azionati cercando di macinare quel serpente nero più in fretta che puoi. È tutto bloccato, si risale la coda in emergenza, ormai la sirena ha perso la “voce”, la gente è fuori dai veicoli ma lontano dai veicoli coinvolti nell’incidente.
 

Schianto a Valsamoggia: muoiono tre sassoiesi

 
Nessuno si avvicina... Son tutti fuori per strada a sbuffare o riprendere da lontano la scena del sinistro. Scendi dalla vettura di servizio e già le urla strazianti di dolore ti entrano nella testa. Ti fai coraggio e vai avanti. Le urla sono sempre più strazianti è una donna incastrata. L’unica sopravvissuta. Le altre tre purtroppo non sono riuscite a scampare dal maledetto serpente nero che anche questa volta ha portato con sè. Solo dopo materializzi che sono giovani vite. Sono lì senza vita con attorno gli oggetti che sarebbero stati compagni di viaggio. Un viaggio che non riusciranno a raccontare».
 
 
«Sei lì impietrito ma devi tornare subito lucido perché il tuo lavoro è anche questo e perciò devi andare avanti ed è qui che entra in campo lo spirito di squadra. Ci sono tutti i tuoi ragazzi del turno che ti sono vicini e che con il magone alla gola si danno da fare per garantire la sicurezza a te e al resto degli utenti in transito e non puoi farti vedere provato, per loro sei il loro capo turno, il loro punto di riferimento, perciò fai un bel respiro e inizi a gestire il tutto con i tuoi uomini.(Gli Angeli del 1° Turno)». «Ci uniamo al dolore delle famiglie delle vittime - conclude - e porgiamo le più sentite condoglianze». —