Modena, a zig-zag tra le buche da via Vignolese a Fratelli Rosselli

Dopo il maggio più piovoso della storia le strade presentano un conto salato Grossi problemi nei pressi dei passaggi a livello. La tangenziale preoccupa

MODENA. Proprio di fronte al bar Embassy, là dove inizia via Vignolese, c’è un avvallamento profondo quattro dita e largo quasi un metro.

«Son venuti i vigili a vederlo stamattina», dice un ciclista di passaggio che ormai sa bene che quel cratere è da evitare se si vuol restare in piedi.


È questo forse il punto più pericoloso per motorini e biciclette in tutta Modena: parlare di strade bombardate sarebbe eccessivo, ma la situazione in città inizia a presentare alcune situazioni critiche e su cui sarebbe necessario intervenire tempestivamente.

Come sempre al termine dell’inverno l’asfalto mostra segni di cedimento e quest’anno la problematica si è presentata un po’ più avanti nel calendario anche per un maggio con precipitazioni storiche (non pioveva così tanto in questo mese dal 1830). E quindi tra neve, pioggia, sale e traffico c’è bisogno di un intervento.

E se storicamente è la tangenziale l’arteria più soggetta alle buche e alle cosiddette “ragnatele”, anche nelle strade cittadine ci sono problemi.

Partendo dalla Statale 12, in quel tratto che in direzione Montale prende la denominazione di strada Bellaria, la corsia di sinistra è quella più accidentata. Non vere e proprie buche, ma un cedimento abbastanza omogeneo lungo tutto il tratto accanto alla linea tratteggiata centrale.

Arrivando alla rotonda con strada Morane si nota come vi sia stato un tentativo di rattoppo risalente ad alcuni mesi fa che però inizia a cedere, creando un avvallamento proprio vicino allo stop.

Imbocchiamo strada Morane e poi Salvo D’Acquisto: asfalto non nuovo, ma che tutto sommato non presenta particolari punti critici.

Dove, invece, c’è un grosso problema è in Strada Panni. Proprio alcuni metri prima del passaggio a livello della ferrovia Modena-Sassuolo il manto presenta, per 5/6 metri, irregolarità di diverso tipo: una buca e un logorio diffuso. Nulla di impossibile da affrontare con una macchina, ma il vero pericolo nasce per chi viaggia su motorini e biciclette.

Poco più in là, c’è la rotonda con via Fratelli Rosselli. Imboccandola verso il centro della città si trovano subito un paio di buche nei pressi dell’incrocio, ma per affrontare due piccoli crateri si deve arrivare ancora una volta nelle vicinanze dell’odiatissimo passaggio a livello.

Proseguiamo verso il centro e svoltiamo poi a destra, in viale Don Minzoni: quasi tutto perfetto, anche perché è facile notare come gli operai del Comune qui siano già intervenuti. Le chiazze di asfalto nuovo sono ben visibili e garantiscono una circolazione buona.

Ci lasciamo alle spalle una delle strade più trafficate di Modena per imboccare via Monte Sabotino, che forse è anche la strada più ombreggiata dell’intera città. Ma proprio la presenza degli alberi ha portato a qualche avvallamento e in particolare a una buca tra le più profonde viste sulle strade modenesi. Anche qui sono tantissimi i ciclisti che ogni giorno transitano e in una strada così stretta è difficile evitarla.

Squadre di operai del Comune hanno già iniziato a lavorare in questi giorni, anche se la priorità la settimana scorsa è stata data all’anello della tangenziale. Gli addetti di piazza Grande per diversi giorni sono intervenuti nei tratti di competenza comunale. Niente da fare, invece, in quei chilometri che sono a gestione Anas.

Specialmente in direzione Bologna, all’altezza di Ponte Alto la corsia di destra si sta lentamente sgretolando e necessita di un intervento urgente, per evitare che quelle che al momento sono solo fastidiose ragnatele che sollecitano pneumatici e ammortizzatori, si trasformino in vere e proprie buche che centrate ad alta velocità diventano un pericolo per la sicurezza. —