I clienti del Caf: «Telefonate per votare la candidata Parisi (Modena Solidale)»

Fanno discurete i metodi seguiti in campagna elettorale dalla candidata che è anche stata eletta. Modena Volta  Pagina ne chiede le dimissioni

MODENA. Parecchi modenesi (e gli altri Caf) avevano avuto qualcosa da dire per il messaggio “elettorale” nel giorno delle elezioni, ma diversi clienti avevano già avuto un’“anteprima” nei giorni precedenti, con una telefonata che ha portato alcuni modenesi a rivolgersi ad un altro centro di assistenza fiscale.

Il caso è quello di Modena Solidale, la lista civica che alle amministrative del 26 maggio ha sostenuto la candidatura a sindaco di Gian Carlo Muzzarelli insieme ad altre quattro forze del centrosinistra. E al centro c’è il ruolo della capolista, la direttrice del Caf Italia di via Pelusia Katia Parisi, eletta in Consiglio comunale in virtù delle 623 preferenze ottenute (e del 3,66% raggiunto dalla lista). Così, se nel giorno del voto diversi cittadini e clienti del centro di assistenza fiscale hanno raccontato di aver ricevuto un sms che invitava a votare la direttrice, portando i Caf dei sindacati confederali a evidenziare «l’inopportunità di etica professionale e l’irregolarità rispetto a questo utilizzo dei dati degli utenti», oggi a denunciare nuovamente l’utilizzo dei dati personali per fini elettorali è un gruppo di clienti del Caf Italia.


«Pochi giorni prima del voto - racconta una delle clienti - sono stata contattata dal centro di assistenza di via Pelusia, a cui faccio riferimento da anni per la dichiarazione dei redditi, che mi ha invitato a passare al più presto nella sede del Caf. A quel punto mi sono precipitata in sede - continua la cliente del centro di assistenza fiscale - perché temevo che ci fosse qualcosa che non andava nei documenti del 730».

Una volta arrivata alla sede di via Pelusia, però, la signora ha realizzato che la dichiarazione dei redditi non c’entrava nulla: «Mi sono trovata davanti la direttrice - riprende la cliente del Caf - che mi ha detto di essersi candidata al Consiglio comunale, invitandomi così a mettere una croce sul suo nome». Una chiamata che hanno ricevuto anche diversi altri clienti del centro di assistenza fiscale, che hanno poi deciso di cambiare Caf: «Trovo decisamente scorretto usare i nostri dati personali per fare campagna elettorale - chiude la signora - va benissimo chiedere il voto nei luoghi pubblici, ma non in un centro che ha compiti ben diversi e decisamente delicati». —

MODENA VOLTA PAGINA: "PARISI SI DEVE DIMETTERE SUBITO"

 Modena Volta Pagina, appresa la notizia dalla campagna elettorale insolita della candidata di Modena solidale chiede le dimissioni di Katia Parisi, dal ruolo di consigliere in Consiglio Comunale.

"Chi ha fatto una campagna elettorale utilizzando impropriamente ed a fini personali un CAF, che è finanziato dallo Stato per compiti di servizio ai cittadini, è politicamente incompatibile col ruolo di rappresentante dei modenesi nel consesso comunale. - viene spiegato con una nota - Questa la risposta di Modena Volta Pagina alla domanda che continuano a porsi migliaia di modenesi indignati per essere stati sollecitati a votare la signora Parisi, direttrice del CAF Italia di via Pelusia, con telefonate e messaggi elettorali del CAF stesso, giunti addirittura il giorno delle votazioni. Anche i CAF confederali di Cgil Cisl e Uil hanno già evidenziato che “..questo utilizzo dei dati degli utenti viola l’etica professionale, oltre ad essere inopportuno ed irregolare…dovendo rispettare i vincoli della privacy degli utenti”.

Modena Volta Pagina, che sta raccogliendo dai cittadini prove e testimonianze sui fatti, chiede quindi alla signora Parisi di dimettersi dal Consiglio Comunale. Nel caso la consigliera Parisi non intendesse farlo, chiede al Sindaco e al Presidente del Consiglio di invitarla alle dimissioni.
Ciò in quanto, al di là di possibili violazioni delle norme, le modalità di conduzione della campagna elettorale si è rivelata politicamente incompatibile con il compito di rappresentare i cittadini.


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