Quei sindaci Pd rimasti senza fascia: chi torna al lavoro, chi va... in Regione

Molinari (Medolla) sostituisce Bortolamasi a Bologna. Benatti (Mirandola) “reintegrato” dal partito: sarà il nuovo tesoriere

MODENA. Qualcuno è tornato nel suo studio, come l’avvocato Stefano Reggianini (Castelfranco), mentre qualcun altro è tornato in classe, come la professoressa Emilia Muratori (Marano). Ma se buona parte degli ex sindaci della provincia sono tornati (o stanno gradualmente tornando) ai loro vecchi lavori, la fortunata tornata elettorale (almeno dal punto di vista amministrativo) del 26 maggio ha portato al Pd modenese anche qualche… grattacapo, almeno guardando alle casse del partito. Sono tre, infatti, gli ex amministratori che fanno ancora parte del personale assunto dal partito, e che con la fine del mandato rientreranno dall’aspettativa, tornando dunque a libro paga del Pd provinciale.

Per uno di loro, però, esiste ancora la possibilità di protrarre l’aspettativa, dal momento che si tratta dell’ex assessore carpigiano Simone Tosi, che potrebbe essere confermato nella nuova giunta di Alberto Bellelli - anche lui dipendente Pd in aspettativa - e di conseguenza prolungare il periodo di “distacco” dal datore di lavoro, anche se la possibile nomina sta creando qualche polemica perché si tratterebbe del terzo mandato. Discorso diverso, invece, per Maino Benatti e Roberto Ganzerli, rispettivamente ex sindaco e assessore (nonché candidato sindaco sconfitto al ballottaggio) a Mirandola: per loro il mandato amministrativo è terminato, e dunque entrambi sono rientrati dall’aspettativa e riprenderanno il loro ruolo di funzionari stipendiati dal Pd. Nel caso di Benatti, il rientro in via Rainusso ha anche coinciso con un nuovo ruolo (a titolo gratuito): quello di tesoriere del partito dopo il mandato di Valter Reggiani e la fase transitoria gestita da Cristina Cavani, che si è dimessa il 17 maggio scorso. Sarà proprio Benatti, dunque, a gestire le casse del Partito democratico modenese. Rientri che comunque non sembrano preoccupare il segretario provinciale Davide Fava, sotto la cui guida il partito ha proseguito il percorso di riduzione del personale e contenimento dei costi iniziato con Lucia Bursi: dopo tre anni di contratti di solidarietà (partiti nel 2015, rinnovati nel 2017 e chiusi nel giugno 2018), infatti, oggi il personale conta solo otto dipendenti. Ma se due (o tre, a seconda delle scelte di Alberto Bellelli a Carpi) ex sindaci modenesi sono rientrati al partito, c’è un altro ex primo cittadino della provincia che ha appena avuto un incarico molto importante: si tratta di Filippo Molinari, fino a maggio sindaco di Medolla, e da poche ore nuovo capo della segreteria politica del presidente della Regione Stefano Bonaccini. Una “staffetta” con Andrea Bortolamasi, che fino a martedì era il braccio destro del governatore a Bologna, ma che ha dovuto lasciare l’incarico dopo la chiamata di Gian Carlo Muzzarelli, che lo ha voluto nella sua nuova squadra di governo come assessore a Cultura, Politiche giovanili e Città universitaria. Così, per coprire il posto vacante fino alla fine del mandato, il presidente Bonaccini ha “pescato” ancora una volta nella sua provincia, scegliendo un ex amministratore da sempre vicino alla sinistra del partito, ma stimato da tutto il Pd, soprattutto per il suo lavoro dopo il terremoto del 2012. Tornando a Bortolamasi, per evitare l’effetto “commissariamento” della giunta e dedicarsi al meglio ai suoi compiti, il neo assessore lascerà il suo incarico alla segreteria cittadina del partito: l’idea è quella di restare fino alle elezioni regionali di fine anno (o più probabilmente di inizio 2020), iniziando però già dopo l’estate a preparare il terreno per la sua successione. —