Sassuolo. «Ciao amore mio ti abbiamo adorata Sorridete, loro vorrebbero così»

Funerale unico per Veronica Fili e Otilia Ceornodolea Le parole struggenti del papà della 22enne neo laureata


SASSUOLO «Vi chiedo di sorridere perché queste due ragazze avrebbero voluto così. L’amicizia così profonda tra queste giovani donne era qualcosa di speciale e un messaggio bellissimo. Ci aspettano anni difficili, ma tu, Veronica, vorresti vederci felici. Ciao, amore mio».

Tragedia di Sassuolo, il padre di Veronica: "Adesso ci dobbiamo salutare, ciao amore mio"

Con queste parole struggenti, Paolo Fili ha reso omaggio alla figlia Veronica e alle vittime dell’incidente di giovedì scorso in A1. Lo ha fatto nel giorno dell’addio, quando circa 2mila persone, ieri pomeriggio, si sono radunate nel duomo di San Giorgio, in una Sassuolo sospesa, listata a lutto. Erano dirette all’aeroporto di Bologna, per prendere un volo per la Spagna, dove ad attenderle c’era la loro amica Manal, anch’essa in chiesa ieri. Nello schianto sono decedute Veronica Fili, 22 anni, Otelia Camelia Ceornodolea, 23 e Zainaba El Aissaoui, 41. Unica sopravvissuta è stat a Souaad, sorella di Zainaba.



“QUEI TROLLEY”

Un duomo traboccante di folla ha accolto ieri l’arrivo delle due bare di Veronica e Otilia, la prima ricoperta da fiori rosa e rossi, la seconda da decorazioni bianche, insieme ai mazzi di fiori deposti dalle amiche. I genitori hanno voluto condividere anche questo momento di dolore, all’insegna della forte amicizia che ha unito le due ragazze. L’omelia è stata concelebrata dal parroco del duomo Giovanni Rossi. «Le immagini dell’incidente hanno mostrato i trolley delle ragazze sull’asfalto - ha detto il don con la voce spezzata dal pianto - Quanti sogni, quanti progetti racchiusi in quell’immagine. Tutto questo non rimarrà sull’asfalto. Queste giovani donne hanno lasciato ricordi, affetti, momenti indelebili, incancellabili. Quelli di tre ragazze provenienti da tre realtà diverse, unite da tanti interessi comuni- E da quell’innegabile voglia di vivere che traspare dai racconti».



LA LETTERA DEL PADRE

Numerosi amici, parenti e insegnanti hanno voluto salire sul pulpito per lasciare un ricordo di “Vero” e “Oti”. Alessandra Borghi, già dirigente scolastica del Volta quando le due ragazze frequentavano l’istituto. Presenti i dirigenti del commissariato di Sassuolo, una delegazione dell’Avis comunale, la giunta e rappresentanti del Volta, come il consigliere comunale Davide Capezzera. Le lacrime, il dolore e la tensione emotiva hanno raggiunto l’apice quando il padre di Veronica, Paolo, ha raggiunto il pulpito per leggere una lettera all’adorata figlia: «Vogliamo ricordare Veronica in punta di piedi, in modo discreto. Sappi che tuo fratello, Andrea, ti voleva un mondo di bene e ora soffre tanto. I tuoi “abbraccini” alla mamma rimarranno indelebili e confesso di esserne stato un po’ geloso. Noi ti abbiamo adorata per tutto quello che hai fatto e ci hai lasciato. Non abbiate paure di dire ai vostri cari: ti voglio bene, ti amo per come sei. Sono il motore per l’anima queste parole. Ti eri appena laureata due mesi fa, Veronica, e non ti abbiamo mai vista così felice. Adesso inizi una nuova avventura. Grazie alle due diverse comunità, cattolica e musulmana, che si sono unite nel pregare per Veronica, Otilia e Zainaba. Abbiamo un grosso dolore da condividere. E un grazie particolare al mio amico del cuore, Fabrizio Medici».

MANAL, L’AMICA

Avrebbero dovuto raggiungere Manal in Spagna. La loro amica sassolese all’estero per l’Erasmus. E ieri Manal ha reso partecipi tutti i 2mila partecipanti, tra i quali appartenenti alla comunità musulmana, del valore di un’amicizia indissolubile: «”Vero”, nel migliore dei casi ci facevi aspettare mezz’ora, ma quant’eri buoni. “Oti”, volevi diventare medico, eri determinata, anche se gli esami ti facevano impazzire. Abbiamo troppi ricordi insieme perché possano essere citati tutti in questi brevi momenti». Le amiche hanno letto una poesia tratta dalla raccolta pubblicata on line da Veronica: “Scrivere mi fa sentire viva e rende le mie parole eterne», diceva la ragazza scolpendo i suoi pensieri in versi. E prima che i due feretri fossero accolti da un applauso infinito fuori dalla chiesa, l’amica Cristina Miante ha ricordato un aneddoto: «Amica, quante risate ci siamo fatte, eri dolce e pacata, trasmettevi umanità e gentilezza. Non sai cosa daremmo per risentire la tua voce. Anche se tu, ora, sei qui con noi. Forse hai ragione sul fatto che la terra fosse piatta, ma avremo modo di riparlarne. Sei il nostro angelo più bello del cielo». —