Modena, via Emilia centro: «Ogni giorno ruba, minaccia le commesse, sputa e poi scappa»

Il titolare di Scout teme per i dipendenti e altri negozianti «Le forze dell’ordine devono fare qualcosa per proteggerci» 

MODENA «Viviamo quotidianamente nella paura». Luca Roman è il titolare del negozio Scout. L’attività di via Emilia Centro nelle ultime settimane si trova a contrastare «un comportamento molto brutto», fatto di «minacce, sputi per terra, merce tirata alle collaboratrici».

Un copione che si ripete con gli stessi soggetti. «Sono due ragazzi non italiani – ha spiegato il titolare – per quanto a noi non interessi la nazionalità, ma le loro azioni. Entra un signore sulla trentina mentre il compare resta fuori a fare da palo. Vengono quasi sempre in pausa pranzo e verso sera. L’uomo che entra gira con borse di vari marchi, le apre, tenta di mettervi dentro la nostra merce e di uscire. Se non vi riesce, schernisce le nostre collaboratrici, sputa a terra, tira i prodotti in faccia alle commesse. Non è il singolo furto da taccheggio, che danneggia ma può essere gestito in tranquillità. Se anche dopo suona la barriera (perché il prodotto è sottratto senza essere stato pagato) per lui è indifferente: prende e scappa».

L’azienda fa parte di un circuito più ampio e non è nuova a episodi del genere: «Due anni fa s’è presentata una circostanza analoga a Bolzano – ha aggiunto Roman – in cui però le autorità sono intervenute e hanno fatto una diffida alla persona».

Gli episodi avvenuti a Modena sono stati fatti presenti alle forze dell’ordine e riguardano anche altri negozi. «Abbiamo le telecamere – ha proseguito il titolare – e abbiamo mostrato i video ai carabinieri, che ringraziamo. Se però quello scappa non riesco a fare la denuncia. Vorrei un intervento più importante: auspicherei in un agente in borghese e che si crei una diffida del soggetto dal nostro locale». Un soggetto di cui iniziano ad avere sempre più timore le dipendenti.

«Ormai le riconosce e loro la sera hanno paura di andare a prendere la macchina dopo aver chiuso il negozio– ha specificato Roman –. Una di loro non lavorerà più con noi. Ho sentito anche dalla nostra associazione di categoria per capire se si può fare qualcosa. Sappiamo che con i prodotti rubati si può entrare nel campo della ricettazione. Penso prima di tutto non alle merci, ma alle persone: se dovesse succedere qualcosa mi sentirei in colpa per non aver sollevato la nostra supplica». Da non modenese, il quadro diventa per lui più preoccupante. «Nel vostro centro storico si vive sempre più in allerta», ha concluso Roman. —

G.F.

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