I compiti delle vacanze. Ecco come scoprire i libri e il piacere della lettura

Scuole chiuse. Negli zaini abbandonati ci sono (per chi non è sotto esame) liste di compiti per le vacanze. Che poi sì, diciamolo, nella stessa frase compiti e vacanze sono un po’ un ossimoro visto che deriva dal latino “vacantia” neutro plurale sostantivato di vacans, participio presente di vacare essere vuoto, libero.

Scuole chiuse. Negli zaini abbandonati ci sono (per chi non è sotto esame) liste di compiti per le vacanze. Che poi sì, diciamolo, nella stessa frase compiti e vacanze sono un po’ un ossimoro visto che deriva dal latino “vacantia” neutro plurale sostantivato di vacans, participio presente di vacare essere vuoto, libero.

E il dibattito, anche tra gli stessi docenti, è sempre abbastanza animato, anche perché, soprattutto per quanto riguarda la scuola primaria, i dati relativi a ricerche e scoperte delle neuroscienze sono sempre più a confermare che soprattutto nei primi anni no, i compiti, per come sono consegnati, pensati e strutturati, non servono. Forse molti docenti non hanno la possibilità di accedere ai dati di queste ricerche. Chissà. Ma non è questo il luogo né il tema quindi, preso atto di questo, a letture come stanno messi questi ragazzini? Come a dire, dalla padella nella brace. Perché anche quello della “lettura” è tema altrettanto caldo e animato, e i dati davvero sconfortanti. In Italia si legge pochissimo. E anche qui alcuni docenti sembrano lontani da quelle che sono le ricerche, i corsi, gli incontri di “educazione alla lettura” che forniscono suggerimenti per non allontanare i giovanissimi dall’oggetto libro, dalle storie che contiene, dalle possibilità di rispecchiamento, formazione, crescita e divertimento che le storie offrono.

Però. Però sono moltissimi, e va detto e sottolineato i docenti che tutto l’anno scolastico (e oltre) inventano, creano, sperimentano, escono dalla zona comfort e qualche gran successo lo ottengono. Una è modenese e “famosa” in tutta Italia. Ha portato in Italia un metodo (il Working & Reading Workshop), ha creato un gruppo di docenti che la seguono, lo usano in classe, fanno formazione. Lei si chiama Jenny Poletti Riz e proprio qualche giorno fa ha pubblicato nel suo proflo Facebook una riflessione. Con alcune foto.

“Ecco come abbiamo iniziato a prepararci al piacere delle letture estive -scrive - Non solo liste! Prima tanti booktalk (veloci presentazioni) miei e dei compagni e poi anche book tasting tutti in cerchio: una bella catasta di libri nuovi di tanti generi e livelli di difficoltà e argomenti diversi. I ragazzi li sfogliano, si confrontano, leggono le prime pagine, si annotano sul taccuino i titoli interessanti e iniziano a negoziare con i compagni (questo lo voglio io, ma in cambio ti do questo, dai che poi te lo passo). Poi si passano i libri già visti oppure li mettono al centro del cerchio. Naturalmente partecipa anche la prof e pure lei inizia la super lista personale delle letture estive”. Per fortuna, l’esercito dei docenti che amano la lettura e vogliono condividere questo amore è sempre in marcia. (Per gli altri prof: compito per le vacanze, leggere “Il lettore infinito” di Aidan Chambers). —

M.T.