Treni regionali, finalmente si cambia Per i pendolari modenesi bici e tecnologia

In servizio Pop e Rock, due convogli gioiello giapponesi Si tratta di 86 nuovi mezzi impiegati entro metà del 2020



MODENA. All’inizio si rischia di rimanere un po’ spaesati. Del resto, chi è abituato ai regionali ormai mette in conto sporcizia, sovraffollamento, caldo e finestrini che non si aprono. Qui la prospettiva è ribaltata: tutto nuovo e pulito, con uno spazio adeguato tra una seduta e l’altra, monitor che informa in tempo reale sulle coincidenze, rete wi-fi, presa di corrente e attacco usb per ogni poltroncina.

Un assetto che ricorda molto una metropolitana (moderna), se non fosse che siamo a Modena e ci muoviamo in direzione Bologna. Tutto questo è… Rock, ovvero uno delle due nuove tipologie di treno acquistato da Trenitalia (l’altro è Pop) per rinnovare la flotta dei convogli regionali. Due treni che ieri si sono incontrati a Bologna dopo il viaggio inaugurale che ha portato il convoglio più capiente (il Rock) a partire da Piacenza, per fermarsi a Modena alle 10.24 e ripartire per il capoluogo, dove lo aspettava il “fratello” Pop, che ha attraversato la Romagna.

Un doppio viaggio riservato alle autorità e alla stampa - in stazione a Modena qualche pendolare ha tentato di salire, ma è stato gentilmente invitato ad aspettare il treno successivo - anche se i due convogli sono entrati effettivamente in servizio già in serata: l’Emilia Romagna, infatti, è la prima regione italiana che, grazie alla gara del ferro, è riuscita a mettere sulle rotaie i nuovi gioielli italo-giapponesi (il Rock, prodotto da Hitachi e assemblato nel nostro Paese) e francesi (il Pop, realizzato da Alstom).

E se ieri il nuovo servizio è effettivamente partito sulla tratta Piacenza-Bologna e sulla Bologna-Rimini, nei prossimi mesi verranno messi in circolazione due treni a settimana, per arrivare a una copertura dell’80% del servizio regionale entro dicembre e alla copertura totale entro i primi mesi del 2020. Tornando a bordo, il treno Rock si distingue dal “fratello” per il doppio piano e per la lunghezza, che può arrivare a sei vagoni, per un totale di 700 sedute e 1400 persone ospitate.

Sedute che rispettano la tradizione delle poltroncine blu, ma con un assetto più simile a quello della metropolitana - oltre a quelle disposte nel senso di marcia del treno ce ne sono alcune laterali, rivolte verso i finestrini - con un corridoio più ampio e con uno spazio maggiore tra un passeggero e l’altro. Un dettaglio che non dispiacerà ai tanti lavoratori che percorrono le tratte regionali è la presenza di attacchi usb, oltre alle prese di corrente, sotto le sedute, mentre all’ingresso dei vagoni c’è un vano per biciclette, con la possibilità di ricaricare quelle elettriche. Lungo il corridoio sono disposte alcune colonne per spostarsi quando il treno è in viaggio: la velocità non sarà quella del Frecciarossa, ma i 160 chilometri all’ora raggiungibili da Pop e Rock fanno percepire il movimento più dei classici regionali. —