E AndreaLuna... andrà negli Stati Uniti per coronare il sogno di studiare lo spazio

Mirandola. 25 anni fa i genitori fecero causa al Comune perché non potevano chiamarla così. Vinsero. Il suo futuro era già scritto... 



Era scritto. Forse negli astri e come dice Edoardo Bennato “Seconda stella a destra, questo è il cammino.. e poi dritto fino al mattino!”. Chissà se AndreaLuna conosce questa canzone. Di certo conosce il suo destino: «Vorrei passarla a studiare l’astrofisica. Lo spazio. Le stelle.... mi hanno sempre affascinato».


E allora AndreaLuna si potrebbe dire fin dalla nascita - visto che il nome della venticinquenne mirandolese unica italiana a vincere un dottorato di ricerca alla South Carolina University di Clemson, negli States per fare ricerca sugli oggetti che emettono luce nei raggi x e gamma - porta con sè una lunga storia e un lungo filo conduttore. Figlia di Gianni Pizzetti e Roberta Neri, per anni conosciuti commercianti della cittadina dei Pico, AndreaLuna nasce il 23 novembre del ’93. Papà e mamma hanno già deciso il nome e si presentano all’anagrafe per chiamarla Andrea. E qui nasce il problema: il Comune risponde che Andrea è un nome maschile e non possono accogliere la richiesta. Si va al braccio di ferro ma, nel frattempo, la figlia viene chiamata e iscritta all’anagrafe col nome di Andrè. Alla francese a cui viene aggiunto il nome Luna. I Pizzetti sono decisi: vogliono che la figlia si chiami ufficialmente AndreaLuna e dopo un anno in cui non sono mancati gli attestati di solidarietà alla coppia piovuti dal cielo di tutt’Italia, un giudice dice che è giusto chiamarla Andrea Luna. L’ufficio anagrafe del Comune deve alzare bandiera bianca. La bimba cresce e a tre anni «ricordo che una sera con papà e mamma mi misi a guardare la stella cometa Hel Bott. Era il ’97, forse tutto è nato da lì perchè il cielo da allora mi ha sempre affascinata...», racconta oggi AndreaLuna. Che poi frequenterà il liceo e all’università si laureerà in biotecnologie frequentando la triennale. «Ma era l’astronomia, l’astrofisica il mio amore vero - racconta - e dopo biotecnologie mi sono iscritta adlla facoltà di astronomia a Bologna. Concludendo la triennale...». E quando è tempo della magistrale Andrea Luna scopre che l’università americana di Clemson in South Carolina ha pubblicato un bando per quindici dottorati di ricerca in astrofisica. Lei fa domanda e finisce che è l’unica europea che a luglio entrerà alla Clemson per occuparsi di astrofisica delle alte energie. «I due anni della magistrale li farò all’interno dei cinque di contratto in cui farò il dottorato di ricerca negli Stati Uniti - spiega - Partirò a luglio. Quel giorno sarà difficile lasciare i miei genitori e l’Italia sapendo che sarò lontana per cinque anni, ma ho anche capito che è la mia vita. Da ragazzina mi piaceva andare a rimirar le stelle e lo spazio all’Osservatorio astronomico di Cavezz. Era un po’ la mia seconda casa e tutte le volte che gettavo l’occhio in un telescopio era una emozione. Spero, nel mio piccolo, di essere utile all’astrofisica. Astronauta? Nooo a me piace fare calcoli, andare a “zonzo” tra le stelle e i pianeti, parlare di energia, raggi x...», dice sorridendo con la forza dei suoi venticinque anni. E lo fa mostrando una foto. Lei che abbraccia una grande Luna. Vero. Al cuor non si comanda... —