Zero 14/ Adolescenza ed emozioni Istruzioni per una gestione

Sabato 29 giugno alle 20.30 la libreria San Paolo di corso Canalchiaro a Modena ospita un incontro di formazione con lo scrittore Gabriele Clima e la psicologa dell’età evolutiva Luisa Zaccarelli su “adolescenza e gestione delle emozioni” aperto a docenti, educatori e genitori (info: 059 242152).

Sabato 29 giugno alle 20.30 la libreria San Paolo di corso Canalchiaro a Modena ospita un incontro di formazione con lo scrittore Gabriele Clima e la psicologa dell’età evolutiva Luisa Zaccarelli su “adolescenza e gestione delle emozioni” aperto a docenti, educatori e genitori (info: 059 242152).

Il romanzo di Clima, “La stanza del lupo”, fa da traccia per la discussione: «Questo romanzo - spiega l’autore - nasce dalla mia storia personale; dalla rabbia di quando ero adolescente, e dalla rabbia di mio figlio, adolescente oggi. Nasce per raccontare il mio percorso, non per dare strumenti. Eppure, portando questo libro in giro nelle scuole, ai ragazzi e agli insegnanti, mi accorgo che in effetti di strumenti ne dà tanti.

Dà a noi adulti uno sguardo dall’interno, nel mondo della rabbia e dei comportamenti incomprensibili dei nostri figli, che spesso sono tentativi disperati di trovare una via di comunicazione fra un mondo interiore che non conoscono e un mondo esterno che non capiscono. E dà ai ragazzi l’occasione per trovarsi, per riconoscersi, nei passi faticosi che portano il protagonista dal buio delle sue pulsioni alla consapevolezza di una via possibile. Ricevo spesso e-mail e messaggi dai miei lettori, in cui i ragazzi mi raccontano i propri vissuti tormentati, la rabbia, le frustrazioni che non hanno la forza di affrontare da soli. Ecco, questa storia può aiutarli a dare un volto a quella rabbia, comprenderla e trasformarla in uno spazio di crescita e di cambiamento».


«Il non ascolto - conferma Luisa Zaccarelli - è sempre deleterio: se non ascolto davvero la domanda che mi viene posta e se non mi prendo un tempo per rifletterci sopra, il rischio concreto è quello di rispondere per stereotipi, per posizioni rigide e prefissate, assecondando la propria aspettativa invece di fare il bene di tutti. Nel rapporto genitori figli questo è sempre successo e succede ancora più oggi, perché i ritmi si fanno frenetici, si è sempre più incapaci di gestire la frustrazione dell’attesa e le risposte (di qualsiasi importanza siano) vengono date immediatamente. L’adolescente, poi, non sempre vuole una risposta reale al problema: spesso vuole mettere alla prova il genitore, oppure vuole essere rassicurato su paure o bisogni che non manifesta apertamente. La conseguenza del non ascolto è sotto gli occhi di tutti: stiamo diventando incapaci di rapporti e relazioni reali. E non perché ci siano gli strumenti tecnologici, ma perché per condurre una vera relazione, anche e soprattutto coi figli, ci vuole tempo, ed è necessario essersi ascoltati prima noi adulti. Il primo vero aiuto è prendersi del tempo per diventare adulti noi per primi. Poi ci sono i colleghi psicologi, i centri per le famiglie, nella nostra zona i free entry…ma il primo vero strumento siamo noi». —

M.T.