A Modena una società edile gestita dalla ‘ndrina calabrese

La Generale Edile intestata a un prestanome indagato Utilizzata per effettuare lavori senza destare sospetti perché in regola con tutto

Che i Grande Aracri e la cosca locale di ’ndrangheta avesse allungato le mani anche su Modena lo ha già svelato l’inchiesta Aemilia da cui Grimilde è un ulteriore filone. Ma anche l’ultima operazione conferma come la città geminiana sia terra di conquista per la criminalità organizzata.

A Modena, in strada San Faustino, ha infatti sede la Generale Edile, intestata a un 35enne prestanome indagato, ma che secondo gli investigatori è di fatto in uso alla famiglia Grande Aracri fin dalla sua costituzione avvenuta nell’aprile 2017. Il collegamento iniziale è fornito dal fatto che il prestanome fosse già stato dipendente di una società della famiglia di Brescello.


«La Generale Edile - scrive il gip - è la terza società utilizzata da Salvatore Grande Aracri per i lavori del condominio di via Vanoni a Parma». Per effettuare quell’intervento l’amministratrice condominiale aveva chiesto a Salvatore di produrre la documentazione necessaria (Durc, visura camerale, assicurazione e computo metrico) di un’altra società da lui guidata. A fronte della richiesta per cui fosse cambiata l’impresa edile in corso, Grande Aracri (e non l’amministratore unico che risulta quindi solo un prestanome) si giustifica dicendo che la Generale Edile aveva un’assicurazione danni maggiore “lasciando intendere che si trattava comunque di società tutte a lui riconducibili”.

E in effetti la Generale Edile effettuerà l’intervento a Parma emettendo fattura, regolarmente saldata all’impresa e i cui soldi vennero poi consegnati dal prestanome a Salvatore Grande Aracri quantificati in circa 5mila euro come emerso anche da un’intercettazione. —

F.D.

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