Zocca: «Sono bello, bullo e ballo bene» Vasco  Rossi in vacanza tra battute e fan

Dopo il tour trionfale del Vasco NonStopLive2019 è tornato come sempre nella villa di Verucchia A mezzogiorno il rientro poi il bagno di folla e gli autografi con la sua consueta disponibilità e ironia.

ZOCCA. Il bello di Vasco è il suo popolo, che è esattamente come lui: schietto, semplice, unico, vero. Nei gesti, nelle emozioni che trasmette, nelle storie che racconta che diventano di tutti perché ognuna si intreccia con quella degli altri come fossero le pagine di un libro da sfogliare con un solo e comune denominatore: l’amore incondizionato e senza limiti per il Blasco, quello che travalica le età, la provenienza, i confini geografici, quello che i brividi li fa venire sulla pelle e allora la pelle la tatui per lui, per il Kom.

il tour è finito: Vasco va in vacanza a Zocca con i.. fans



Il capitano di ventura e di vita del solito gruppo di fedelissimi che anche ieri, come sempre quando il rocker di Zocca ritorna nel suo buen retiro appenninico reduce dai successi e dalle fatiche dei tour sold out - quest’anno più che mai - lo attende fuori dalla sua casa di Verucchia in religiosa trepidazione e adorazione come davanti ad un tempio e ad un idolo sacri. E lui non si nega a nessuno.



Era quasi mezzogiorno quando, di ritorno dalla consueta passeggiata mattutina, in fondo a via Divisione Tridentina una sagoma a piedi si incamminava piano lunga la salita per fare ritorno a casa, la sua. Vasco, in perfetta tenuta sportiva dai colori abbaglianti come il sole che ha accarezzato per tutta la giornata le ridenti vallate verdi della sua terra natale, è apparso in stile miraggio ai fan che hanno rotto il silenzio dell’attesa con i cori di benvenuto: “Ciao Vasco, Vasco sei il nostro amore”.



E il Kom ha risposto al comitato di accoglienza in suo onore con il proverbiale fare ironico: «Buongiorno, la vacanza del martedì mattina, eh». Invitando il suo popolo ad avvicinarsi per il bagno di selfie, autografi e scambi di battute reciproche. C’è chi gli ha fatto i complimenti per i sold out di San Siro e di Cagliari, chi si è fatto autografare direttamente sulle braccia e sulla schiena e chi sui dischi in vinile che colleziona e, negli anni, è arrivato a mettere a segno ben 200 firme del Kom.



Come Lelio di Quattro Castella: «Ormai mi conosce quale il collezionista dei suoi dischi. Gliene ho anche regalato uno per Natale, portandoglielo nei suoi studi di Bologna. Prima o poi mi piacerebbe fare una mostra con tutti i vinili di Vasco che ho». Ma tra la trentina di fan provenienti da tutta Italia c’era anche chi, del Blasco, si è fatto firmare una personale Bibbia e per lui ha commesso qualche pazzia. «Questo è un libro con tutti i testi delle sue canzoni che mi serve quando faccio le serata da osteria con i miei amici - racconta Omar Ravazzolo, 48 anni, di Cornedo Vicentino - ho visto 60 concerti di Vasco, ero a Modena Park e sono cresciuto ad Albachiara, il mio pezzo. Amo Vasco. Una volta, di rientro da una vacanza in Puglia con la famiglia, ho deviato apposta per Zocca. Ho lasciato mia moglie e a mia figlia a Modena, ho scaricato dalla macchina la mia bici e mi sono fatto Modena-Zocca in bicicletta, solo per venire a salutarlo a casa sua. Così ho unito le mie due grandi passioni: la bici e Vasco. Alla fine moglie e figlia mi hanno raggiunto a Zocca e, prima di tornare a casa nostra, ci siamo anche gustati i vostri ottimi gnocchi fritti e tigelle...».



Insieme a lui due amici vicentini, compagni di Modena Park. «Non lo avevo mai visto così da vicino, un’emozione indescrivibile, lo seguo fin dagli anni 80», dice Loretta Diquigiovanni, 50 anni.

«Lui è davvero il massimo, sono arrivato a quota 50 concerti», le parole di Massimo Cariolato, 47 anni. Ma non è mancato, da parte del Kom, nemmeno l’ormai tradizionale saluto alla Gazzetta. «Ah la Gazzetta, sì! Scrivete che sono bello, bullo e ballo bene», ha detto. E se il Kom ordina, noi rispondiamo presente. —