Modena. «Aggredita e gettata a terra dal rapinatore col cacciavite»

La commessa di Necchi in via Ricci: «Urlavo, gli sferravo calci e ho pure brandito un sandalo In questa zona non si vive». Il bandito ha poi assalito la farmacia in via Vignolese



MODENA. «Mi ha aggredito, minacciata con un cacciavite, gettata a terra e nonostante urlassi e scalciassi, ha continuato come se nulla fosse: cercava soldi ma non li ha trovati e se ne andato». E dopo averli cercati nella rivendita Necchi in via Ricci, questo rapinatore li ha trovati in via Vignolese, alla “punta”, entrando sempre con il suo fedele cacciavite e prelevando dalla cassa della farmacia comunale le banconote che ha avuto a portata di mano. È il breve ma intenso tour di un giovane di colore, descritto come magro, sui venticinque anni e che non parlava bene l’italiano. A lui danno la caccia le forze dell’ordine: polizia e carabinieri si sono divisi gli interventi sul posto, distanti qualche ora l’uno dall’altro.


Tutto dunque è partito da via Ricci, dove c’è il negozio rivendita Necchi, ovvero macchine da cucine e accessori: la rivendita che si affaccia su via Ricci ha l’ingresso sulla piazzetta interna. La commessa, una donna sui 40 anni, racconta: «Era pomeriggio pieno, circa le 16.30. La porta d’ingresso era “libera”, non si accedeva cioè suonando il campanello. È un sistema che usiamo poco, solo quando si va in magazzino o sono impegnata all’interno. Ero seduta nella scrivania accanto l’ingresso, mentre la cassa è dall’altra parte. Forse questo bandito non l’ha neanche vista, fatto sta che è entrato, si è tirato su una maglia a coprire sino al naso (in testa aveva una cuffietta) e poi mi ha puntato contro un cacciavite».

«Non ha mai proferito parola, mai detto niente - continua la donna - ha visto che stavo lavorando a un computer e, stando dall’altra parte della scrivania, l’ha afferrato tirando. Anche io l’ho afferrato, la scrivania si è spostata, lui ha strattonato e io sono caduta a terra. In questa fase deve avermi colpito col cacciavite. Sulle prime non avevo sentito male, ora ho qualche botta alle mani. Da terra io urlavo più che potevo e gli sferravo dei calci. Ma il bandito non ci faceva caso, ha puntato all’altro pc ma sono riuscita afferrare anche quello».

La commessa riesce a rialzarsi, mentre il bandito «con il cacciavite ha forzato un cassetto della scrivania, ha frugato aperto una scatola di metallo. Ma non c’erano soldi». La donna urlava, nessuno interveniva perché il negozio è isolato acusticamente dalle vetrate antisfondamento. Lei, d’istinto, gioca l’ultima carta. «Mi sono tolta un sandalo di cuoio, l’ho brandito e gli ho urlato che l’avrei colpito. Lui mi ha guardato poi è scappato». «Adesso mi chiuderò sempre dentro - riferisce - fortunatamente quel giovane non ha reagito ai miei colpi. La paura è tanta. Qui, in via Poletti, c’è sempre il solito giro di persone che stazionano e spacciano. È un giro continuo. Quando esco non passo mai da lì, faccio un giro lungo proprio per evitare brutte esperienze...».

Qualche ora dopo il bandito è tornato in azione. Senza aspettare che la farmacia comunale fosse vuota, incurante dunque di alcuni clienti che verso le 19 erano ancora all’interno, il giovane, con il suo stesso look, è entrato, ha mostrato il cacciavite e mentre stava procedendo per immettersi dietro al bancone vendita, ha detto a medici e al personale che la sua era una rapina . «Ha aperto il registratore di cassa e ha arraffato il denaro - spiegano in farmacia - ha fatto in fretta, è uscito ed è scappato a piedi. Qualche cliente è uscito urlando cercando di attirare l’attenzione, ma è riuscito a fuggire». Il colpo è stato filmato dalle telecamere della farmacia comunale. —

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