Inchiesta sulla tragedia di Alì: conosceva bene quell’incrocio di Mirandola

Il trentenne conosciutissimo meccanico si è schiantato a pochi metri da casa. Era in moto, non si è fermato schiantandosi contro l’albero nel giardino dei vicini

MIRANDOLA. È previsto per oggi in medicina legale a Modena, su disposizione del pm Natalini, il riconoscimento della salma di Alì Bahar, il trentenne che ha perso la vita sabato sera in via Grazi, all’intersezione con via Cascinetta nelle valli Mirandolesi, verso San Martino. La Ducati sulla quale il giovane meccanico stava viaggiando è stata posta sotto sequestro. Non si capisce infatti cosa possa essere successo. Perché Alì, che conosceva benissimo quel tratto di strada, che da quelle parti ci era cresciuto prima di trasferirsi a Milano, possa avere “bucato” l’incrocio a T, finendo nel giardino della famiglia Gavioli, fino a schiantarsi contro il grosso ramo di un albero? Non solo, Alì poi era un grandissimo esperto di motori: ha studiato e lavorato nel campo della meccanica a livelli altissimi.. La Ducati non era sua, circostanza sulla quale sono in corso accertamenti. È possibile che l’uomo, proprio per quelle sue competenze di maccanica, la stesse provando per valutarla. Come è possibile che i freni abbiano ceduto.



Soprattutto, Alì non aveva il casco, per quel breve giro in moto. Dopo l’urto, è finito a terra, più avanti. L’hanno trovato in condizioni disperate i famigliari e i proprietari del terreno, che avevano sentito il rombo della moto, poi più nulla. Non erano neppure le 21.

I famigliari di Alì - i genitori e i fratelli - abitano a poche decine di metri. Il 30enne era tornato nella Bassa da Milano, dove era residente con la giovane moglie e la figlia piccola, di un anno. Una bellissima famiglia.

La moglie, che è arrivata poco dopo sul posto, alla vista della tragedia che era in corso ha perso i sensi, per il dolore. Intanto, per oltre un’ora, i sanitari dell’ambulanza e dell’elisoccorso che era atterrato nei pressi, hanno tentato di rianimare Alì. Nulla da fare. Tra disperazione, pianto e costernazione di amici e parenti presenti i medici ne hanno dichiarato il decesso. La notizia poi ieri mattina ha fatto il giro del mirandolese. Alì, che aveva frequentato le scuole locali e si era poi diplomato all’Ipsia Ferrari, era una persona stimata e benvoluta ovunque, merito suo e della sua famiglia perfettamente integrata.

Sul posto, per i rilievi, la polizia municipale dell’Area Nord, che ha avvisato della situazione il magistrato e ieri è tornata per nuove verifiche.

Come riferito, Alì è il secondo motociclista deceduto sabato, dopo una analoga tragedia a Riolunato. Due decessi che portano a 27 l’agghiacciante bilancio provvisorio del 2019 sui decessi per incidente stradale. —