Modena. Videogame in ufficio per battere le discriminazioni

Hera propone un gioco virtuale per favorire l’inclusione in azienda 



MODENA. «Buongiorno, da oggi sei responsabile di un’unità operativa di 22 persone. Come ti senti?».


Si apre così, con le parole del dottor Capo, “Diversity@Work”, la versione base del videogame ideato da Work Wide Women e dedicato alle diversità sul lavoro: il progetto è stato rielaborato per i novemila dipendenti di Hera che hanno iniziato a giocarci da qualche settimana in modo anonimo. Non si tratta di un test, ma di uno stimolo alla riflessione sulle diversità tra le persone che fanno parte di un’azienda e per diversità si intendono quelle di genere, di orientamento sessuale o religioso, l’etnia, la disabilità, ma anche l’età.

E quindi ascoltiamo le parole del “dottor Capo” e mettiamoci nei panni del capoufficio virtuale il quale dovrà affrontare le diatribe che i suoi collaboratori di volta in volta gli metteranno di fronte.

C’è ad esempio Giulio, 54 anni, che piomba nel nostro ufficio e si lamenta di Simone, collega omosessuale molto più giovane: «Io non ho niente contro i gay - dice Giulio - ma lui mi mette in imbarazzo con i clienti». A quel punto ci troviamo di fronte a due possibili risposte e in base alla nostra scelta influenziamo il punteggio complessivo.

Saranno circa una decina di minuti di continui piccoli litigi tra colleghi che saremo chiamati a risolvere. Addette più anziane che criticano l’abbigliamento delle più giovani, un collega disabile che chiede mansioni più impegnative, un impiegato che per impegni religiosi vorrebbe cambiare il turno con un altro che così si giocherebbe le ferie.

Insomma una serie di scontri verbali che, se non sono proprio all’ordine del giorno, di tanto in tanto si verificano nei luoghi di lavoro. E non è sempre facile rapportarsi di fronte a situazioni del genere che coinvolgono la sfera più personale e che possono trasformarsi in vere discriminazioni. Anche nei confronti - e nel videogame l’esempio è contemplato - di una donna incinta che avverte attorno a sé un senso di fragilità, quasi la colpa di dover staccare dal lavoro per dare alla luce un figlio.

Il videogame Diversity@Work, letteralmente diversità sul lavoro, è solo l’ultimo esempio ludico adottato da Hera: «Già dal 2007 con “Alfabetico” - spiegano dalla multiutility - abbiamo avviato un percorso di sensibilizzazione sui contenuti del Codice Etico aziendale, coniugando sessioni formative con un gioco piacevole ed efficace ai fini di un veloce apprendimento. Anche tutti i neo-assunti vengono coinvolti in questa iniziativa. Nel 2011 abbiamo attivato con modalità analoghe il progetto “La sicurezza non è un gioco”».

«La scelta di adottare uno strumento del genere - spiega Susanna Zucchelli, direttore generale Hera Tech e Diversity Manager - si sposa alla perfezione con la missione di diffondere la cultura dell’inclusione all’interno dell’azienda, e non solo. Abbiamo avvolto con interesse l’idea di proporre un gioco dinamico che possa far riflettere su alcune tematiche importanti e riscontrabili nel quotidiano, per tutti i dipendenti del Gruppo». —