E Nerissa diventa mamma di diciotto cuccioli

San Felice. Due ore in sala operatoria con parto cesareo. Lei che si sveglia e li allatta subito. L’alano di due anni sfiora un record

SAN FELICE. Nerissa ha alzato gli occhi e guardato Alberto. “Okkkey oooookkey ho capito. È ora. Andiamo! Non ti preoccupare”. Una corsa in auto. La sala operatoria e due ore dopo Nerissa allattava già i suoi piccoli. E a fatica, scodinzolando per ringraziare quegli amici strani in camice verde e la mascherina davanti quando si è svegliata, è salita in auto con Alberto e i suoi piccoli. Quanti? Diciotto splendidi cuccioli di alano dello storico allevamento “Del Castello delle rocche” di Alberto e Daniela Malaguti, finalesi, negli anni diventato un punto di riferimento internazionale per chi ama questa razza.. Notte speciale. Indimenticabile. Da record per Nerissa e il centro veterinario “La clinica degli animali”.



La mamma ha due anni e il papà della cucciolata è Morani, con un pedigree da far invidia. Lui il papà di diciotto cuccioli è un campione. Lei ha due anni. Tra i due, a quanto pare, a fine maggio è stato amore a prima vista... gestazione che dura due mesi e la mamma costantemente tenuta sotto controllo dai veterinari della clinica: Francesco Carnevali, Mattia Calzolari, Federica Ferioli, Serena Mantovani, Chiara Tagliavini e Caterina Pacchioni. Monitorata passo dopo passo perché durante l’attesa del lieto evento si scopre che può diventare davvero una super mamma. Di diciotto alani. «Il record mondiale è un parto di ventiquattro cuccioli firmato da un mastino napoletano e lei ne aveva... diciotto. Mediamente ne vediamo nascere cinque, otto, ma mai così tanti», racconta Francesco che con tutti i colleghi della “Clinica degli Animali” è entrato in sala operatoria e coordinato ogni momento del parto.

Quando Alberto Malaguti arriva in clinica tutti sono già al loro posto. È esausta Nerissa. Ci sono diciotto fagottini che aspettano... La notte è buia e stellata. Caldo d’agosto. Strade deserte e le cicale che cantano tutt’attorno la clinica che si affaccia su un lungo rettilineo. Cartolina classica della Bassa. «Un parto naturale era impossibile. Povera.. - spiegano Francesco e i colleghi Mattia Calzolari e Serena Mantovani - Abbiamo fatto un controlo ecografico. Il battito del cuore c’era per tutti ,ma iniziava anche una sofferenza fetale. E allora non è rimasto che il cesareo». Nerissa dorme. Bisturi. E si procede. Sarà un intervento lungo. Due ore e una ventina i centimetri del taglio per fare nascere i diciotto cucciolotti di alano. A mezzanotte il più è fatto. Intervento riuscito perfettamente. Si ricuce. Decine di punti di sutura, con i piccoli che vengono posati in un grande lettone che attende la madre. Si attende il risveglio. Venti minuti dopo Nerissa si muove. Un occhio che si apre. Lo sguardo stranito e Alberto Malaguti che l’accarezza. E con lui tutto lo staff della clinica. In adorazione. E i cuccioli? Adesso viene il bello. Francesco, Mattia, Serena, Chiara, Federica e Caterina la prendono e la portano con tutte le attenzioni possibili nella grande “nursery” che l’attende. E la mettono sul letto. «Aveva una forza incredibile. Con tutti quei punti di sutura, ancora intontita ed era già pronta - continua Francesco - I cuccioli si attaccano e lei li allatta. Uno a uno...».

Che spettacolo nella notte d’agosto della Bassa. Li allatta orgogliosa. Un quadro da incorniciare. E allora la foto. La foto ricordo con mamma, cuccioli, tutti i veterinari e Alberto. Lei li allatta e loro, intanto, fanno la conta e li pesano. Li controllano. Sono sei femmini e dodici maschi. Pesano tutti tra i 400 etti e il mezzo chilo. E stanno bene. «Hanno solo fame. Tanta fame!», ridono orgogliosi in clinica. I nomi? Inizieranno tutti con la P, come vuole la tradizione degli allevamenti che danno alle cucciolate nomi che ogni anno iniziano con una lettera diversa.

Prima del parto Nerissa pesava 75 chili. Dopo 60. Passa mezzanotte. La prole è già in macchina. A fatica percorre il corridoio e respira l’aria della notte. Uno scodinzolo per ringraziare Francesco, Mattia, Serena & Co. e sale in auto con Alberto. Si torna a casa. Signor Morani si dia da fare, c’è da mantenere diciotto figli. —