Minacce e botte a Nanetti: indagati gli otto aggressori a Modena

Si tratta di simpatizzanti del “Movimento Antifa” noti alle forze dell’ordine In via Sgarzeria scritte contro il 43enne leghista: nuova denuncia verso ignoti

MODENA.  Sono stati tutti identificati e indagati gli otto presunti aggressori di Andrea Nanetti, il 43enne simpatizzante della Lega, che la sera del 26 luglio scorso era stato accerchiato, minacciato e aggredito mentre era all’esterno di un locale alla Pomposa, in via Cardinal Morone, dopo che aveva preso parte alla fiaccolata in solidarietà dei bambini vittime dei fatti di Bibbiano.

A ciascuno di loro, in questi giorni, è arrivato l’avviso di garanzia, la notifica della denuncia ed ora sono a disposizione dell’autorità giudiziaria: si tratta, dicono in questura, di giovani esponenti e simpatizzanti del gruppo “Movimento Antifa”, già conosciuti alle forze dell’ordine.

Ma il “caso Nanetti” non finisce qua: sempre in questi giorni (e come fa notare lo stesso 43enne «proprio in concomitanza della notifica delle denunce») sono apparse alcune scritte minacciose proprio nei confronti di Andrea Nanetti.

E anche questa volta, così come è accaduto una quindicina di giorni fa, il leghista ha presentato una denuncia contro ignoti per minacce. «Non mi sono fatto intimidire allora, quando sono stato aggredito, e non mi faccio intimidire adesso che sono apparse quelle scritte minacciose nei miei confronti - afferma Nanetti, originario di Correggio dove in passato è stato consigliere comunale per il centrodestra - È una situazione intollerabile e bisogna ristabilire la legalità. Non mi piego alle minacce e sono andato subito a presentare denuncia contro ignoti. Vorrei sottolineare come a Modena sia forte, palpabile questo clima di odio e di intolleranza. Mi hanno aggredito rinfacciandomi di essermi fatto i selfie con Salvini, a loro certo non andava giù che avessi manifestato in piazza contro i fatti di Bibbiano perché sono vicino all’associazione Famiglia e Vita. Mi dicevano “fascio-leghista”, “sappiamo chi sei, dove abiti” e mi hanno anche colpito. Insomma, sono stato aggredito per le mie idee e questo è inaccettabile. E le scritte ora lo dimostrano». In via Sgarzeria è apparsa la scritta, non rivendicata, “Nanetti omotransfobico. Picchiarti ci sta”. La Digos anche in questo caso indaga dopo la denuncia del diretto interessato.

La segreteria modenese della Lega ha diffuso una nota di solidarietà a Nanetti e di condanna dell’accaduto: «La Lega di Modena rifiuta di rispondere all’odio di chi, con il pretesto delle “lotte per i diritti civili” e dell’antisalvinismo o “antifascismo” delle “anime belle”, intende dare esclusivamente sfogo a bassi istinti di violenza teppistica.

Quale forza politica istituzionale e democratica (di governo) auspichiamo pertanto che i responsabili – a quanto pare non nuovi a condotte di tal fatta - siano rapidamente sottoposti a processo e condannati: l’episodio difatti, se Nanetti non avesse altrettanto opportunamente optato per rifiutare le provocazioni ricevute e la logica dello scontro fisico, avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi e non deve essere, in un’ottica preventiva, assolutamente sottovalutato». —

S.TO

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