Lega, Il modenese Golinelli "Adesso Salvini è molto sereno"

Dalla crisi alle piazze, la Lega si prepara alle regionali: «Salvini? Un signore a non rispondere a quelle offese» Parla il deputato della Bassa: «Conte è andato oltre e lo ha attaccato personalmente, ma Matteo è sereno»

L’INTERVISTA

LUCA GARDINALE


Per ora si dedica… ai maiali. Che non è un’offesa nei confronti dei colleghi parlamentari, ma una necessità dettata dal suo lavoro: insieme ai fratelli, gestisce l’azienda agricola di famiglia, e nel dettaglio è proprio lui a occuparsi dei mille suini da trenta chili la cui carne viene utilizzata per produrre il prosciutto di Parma.

Guglielmo Golinelli, 31enne allevatore di Mirandola e parlamentare della Lega, è anche uno degli uomini più vicini a Matteo Salvini, e con lui ha vissuto i momenti più difficili della crisi di governo, prima di rientrare nella Bassa e dedicarsi all’allevamento di famiglia, in attesa degli sviluppi romani.

Golinelli, partiamo dalle… ferie: è riuscito a farne almeno un po’ questa estate?

«No: sono stato a Roma fino a mercoledì, poi sono rientrato a casa per dedicarmi all’allevamento. Qui c’è molto da fare e non posso lasciare soli i miei fratelli. E poi ci sarà da tornare a Roma…».

Roma, appunto: ha visto Salvini negli ultimi giorni? E’ frastornato dagli sviluppi della crisi?

«L’ho visto mercoledì, e devo dire che l’ho trovato molto sereno, così come gli altri parlamentari del gruppo. Durante il discorso al Senato era molto emozionato, e devo dire che è stato un signore a non rispondere agli attacchi e alle offese che ha ricevuto».

Quelli del premier Conte?

«Sì, direi che Conte è andato un po’ troppo in là con le parole, “esondando” dalla politica e offendendo Salvini anche a livello personale. Ma Matteo, appunto, è stato decisamente elegante, evitando di rispondere a quegli attacchi. In ogni caso, quello che conta ora è che ci sia un po’ di serenità, e posso garantire che Salvini è sereno: quando ci siamo salutati, ci ha invitati a stare tra la gente e ad andare alle feste, ed è quello che faremo già da settembre».

Forse è sereno perché pensa che alla fine si troverà l’accordo per il secondo governo giallo-verde?

«Non credo proprio: quell’esecutivo è finito perché ci siamo trovati davanti a diversi “ministri del no”, e perché quasi tutto, nel Movimento 5 Stelle, punta all’immobilismo. Penso al mio mondo, quello dell’agricoltura: in commissione ho trovato diverse persone di buon senso, ma gran parte dei progetti, da quello per contrastare la cimice asiatica a quello per modificare la legge sulla caccia per gli aspetti che riguardano la fauna selvatica, passando per il blocco dei pignoramenti legato alla questione “quote latte”, si sono arenati proprio per decisioni del Movimento. E a volte, come nel caso della legge sulla caccia, il ministero ha bloccato anche proposte… degli stessi parlamentari pentastellati. Ma lo stesso discorso vale anche per gli altri settori, a partire da quello delle infrastrutture: penso alla Bretella Campogalliano-Sassuolo, i cui cantieri dovrebbero partire, ma in realtà è ancora tutto fermo, semplicemente perché non c’è la volontà politica di costruirla».

Il “bis”, insomma, è difficile. E un governo Pd-M5S come lo vedrebbe?

«Istituzionalmente è possibile, ma a livello politico, e considerando la situazione del Paese, sarebbe antidemocratico, tenendo conto che entrambe le forze sono state punite nelle ultime tornate elettorali. Insomma, è vero che siamo una Repubblica parlamentare, ma le indicazioni dei cittadini hanno un valore, e arrivare a un governo Pd-M5S vorrebbe dire non tenerne conto. Detto questo, c’è un problema più politico: democratici e pentastellati se ne sono detti di cotte e di crude fino all’altro giorno, con Di Maio che chiamava il Pd “il partito di Bibbiano”. Ecco, sarebbe bizzarro se arrivassero a governare insieme: di certo sarebbe un’alleanza contro la Lega, ma soprattutto sarebbe una sciagura per il Paese».

Voi, invece, vorreste tornare alle urne: non ha paura di perdere il posto alla Camera?

«Noi abbiamo la forza e la volontà di chiedere agli elettori di decidere il futuro del Paese. Di conseguenza, non abbiamo paura del loro giudizio, né di perdere la poltrona».

Prima di Roma, però, c’è… Bologna: quando partirà la campagna per le regionali? Il candidato sarà la Borgonzoni, anche se Fratelli d’Italia punta su Meluzzi?

«Molto presto: quella delle regionali è una sfida certa e imminente, e noi partiremo ufficialmente con la campagna tra la gente nel fine settimana del 7-8 settembre. In Regione si può vincere, e noi vogliamo giocarci al meglio questa opportunità. Per quanto riguarda il candidato, il nostro sarà Lucia Borgonzoni, ma sono convinto che anche gli alleati saranno d’accordo e si uniranno a noi per questa grande sfida». —