Modena, ansia e corsa contro il tempo i nemici per chi sogna il camice

Tra i ragazzi all’uscita: «Domande che spaziano dalla chimica ad Agatha Cristie» «Per essere davvero pronti servono un anno di studi e anche un po’ di fortuna»

MODENA. Preparazione e tensione, intuito e forza di volontà. Ieri mattina è stata la prova del fuoco per 914 diplomati che inseguono il camice bianco.

Modena, assalto alla facoltà di Medicina: boom di candidati al test



Mesi sui libri si sono condensati in cento minuti di test. Sessanta le domande d’affrontare, 168 i posti disponibili tra Medicina e Chirurgia (148) e Odontoiatria e Protesi Dentaria (20). Alle 13 i candidati hanno iniziato a riabbracciare partner, amici e familiari davanti al centro Servizi Didattici. Tanta emozione e il tempo anche dei primi rimpianti.

«Ho calcolato un po’ male i tempi – ha esordito Myriam Caccamo – concentrandomi su chimica all’inizio. Dopo ho visto problemi di logica e matematica che magari avrei saputo fare, ma non ho avuto il tempo: ciò mi sta sui nervi». La giovane si vede come neurologa, oncologa o pediatra nel futuro anteriore. Nel prossimo conta invece passare la prova di ieri. «M’è sembrata più difficile delle esercitazioni», la conferma di Caccamo. La candidata ha avvertito la pressione in quanto «due ore con il tabellone e il conto alla rovescia mette l’ansia».



Non rinnega la preparazione svolta, ben consapevole però che «il solo aspetto che conta è la forza di volontà». In ogni caso, è convinta che «mi sarebbe piaciuto avere 60 alla maturità e passare a medicina». Alla maturità ripensa anche Carlo Giorgi. Aspirante psichiatra, il giovane ha incontrato difficoltà nella prova. «Ho lasciato 13 risposte in bianco – ha confermato Giorgi – ma è meglio fare così piuttosto che sbagliare». Ogni risposta corretta valeva 1,5 punti, gli errori erano penalizzati con quattro decimi di punto l’uno mentre il saltare la domanda vale zero. «Per preparare bene il test bisogna iniziare a studiare un anno», ha sottolineato il giovane. Veronica Armani e Matteo Muzzini hanno trovato difficili varie domande legate alla cultura generale. La prima ha riflettuto particolarmente sulla domanda «del matematico che ha aiutato a risolvere i codici criptati dei nazisti», alias Alan Turing. Il secondo è rimasto sorpreso dalla domanda su «chi ha scritto il romanzo “Assassinio sull’Orient Express”», ovvero Agata Christie. In ogni caso, il pensiero di lei resta ottimista perché «entrare in Medicina è il sogno della mia vita». Lui confida soprattutto nelle risposte di biologia e chimica per inseguire l’obiettivo di diventare neurologo o forse no in quanto «la medicina è bella perché è varia». Giulia Fontanesi sogna il camice bianco «sin da bambina». Le domande? «Non erano così tanto astruse ed erano su argomenti fattibili», il suo giudizio. Tuttavia, la giovane ha invitato a riflettere su un elemento: «C’è molta burocrazia, vanno messe tante firme ed etichette nel posto giusto. Quando sei in tensione è molto difficile. Speriamo bene».

Consigli anche da Andrea Gianaroli, studente di Medicina che ha svolto il test per entrare a Modena.

«Il problema di medicina in Italia è che non ci sono borse per la specialistica», il punto di vista del giovane. «È controproducente una restrizione all’ingresso quando in Italia la carenza di medici è pressoché strutturale», ha garantito ai microfoni di Trc Sebastian Pelli, responsabile del Fronte della Gioventù Comunista durante un flashmob al Policlinico prima del test. —