Carpi. Contestò Salvini sui tetti di corso Pio. Multa raddoppiata

L’attivista Umberto Fazzi dovrà versare 230 euro.  «Bocciato il primo ricorso, ho deciso di saldare la somma»

CARPI. Ha contestato l’allora ministro dell’Interno Matteo Salvini dai tetti di corso Alberto Pio lo scorso maggio, durante la campagna elettorale per le amministrative. È stato raggiunto da alcuni agenti della Digos e ammanettato. E gli è stata notificata una sanzione amministrativa di 103 euro per il reato di “grida e manifestazioni sediziose”, reato contenuto nell’articolo 654 del Codice penale, quasi mai applicato in Italia. Ora, vista la bocciatura del ricorso che aveva presentato tramite un avvocato, la multa gli è stata più che raddoppiata e dovrà pagare 230 euro.

Umberto Fazzi è un pensionato 71enne, attivista del circolo comunista Iskra. Quella sera, mentre il pubblico fermo nel primo tratto di corso Alberto Pio era in attesa di Salvini, Fazzi è salito sul tetto di un’abitazione, munito di striscione e megafono per gridare slogan antifascisti. La Digos lo ha fermato, il suo striscione contro i fascisti è stato tolto, il megafono che usava per urlare il suo dissenso ritirato, e per lui i poliziotti hanno redatto un verbale, da lui rifiutato e non firmato. Ammanettato, è stato fatto scendere dall’abitazione e portato in Commissariato.


Dopo la prima, amara, sorpresa della multa di 103 euro recapitatagli a domicilio, arriva il secondo colpo basso. «Nei giorni scorsi ho ricevuto una comunicazione della Prefettura in cui si diceva che il mio ricorso contro il pagamento della sanzione di 103 euro è stato rigettato. Dovrò, quindi, pagare una somma superiore. Nella comunicazione si legge che ho presentato ricorso contro la contestazione che mi è stata fatta, ma che “le controdeduzioni fornite dalla Questura di Modena -Commissariato di Pubblica sicurezza di Carpi sono state integralmente recepite”. Il ricorso è stato quindi rigettato e mi imporranno di pagare poco più di 230 euro: 206 per la sanzione amministrativa, 16 per le spese di bollo, 8,75 per spese di notifica».

Un importo «che avrebbe potuto essere anche più alto - spiega il contestatore - Avrebbe potuto raggiungere perfino i 600 euro. Ho valutato se fare ricorso al giudice di pace anche dopo questo aumento: dopo tutto mi hanno visto in tanti mentre mi portavano via ammanettato. E c’è un video di quella circostanza. Ma sono orientato a pagare, nonostante non sia giusto. Ho fino a lunedì di tempo per decidere. Se saldo la somma potrò buttarmi alle spalle questa vicenda che mi ha provocato soltanto sofferenze». —