Vignola. L’avvocato si toglie la toga e sale sul ring del wrestling

Edoardo è “mister referee” l’arbitro che dirige la lotta E' un 24enne di Vignola è il giudice dei combattimenti in Italia «Passione nata quasi per caso, quella sera mancava i direttori di gara»

VIGNOLA. Verrebbe da dargli come soprannome “L’avvocato del ring”, scelta forse scontata e anche decisamente inutile. Già perché lui da un po’ di tempo è “Mister referee”, il “Signor arbitro”. Lui è Edoardo Lolli, 24 anni da Vignola. Di professione avvocato, sta lavorando come praticante e si occupa di cause civili e penali. Nel tempo libero, ormai da tempo, lascia la toga per indossare un’altra divisa. Strisce verticali bianco e nere: non la maglia della Juve e nemmeno quella dei commessi di Foot Locker, questi sono i colori dei “referee” della WWE. Arbitro di wrestling. Sì, wrestling. Disciplina di lotta e spettacolo che è un must negli Stati Uniti e che dagli anni ’80 ha rapito l’attenzione degli italiani.

Personaggi come Hulk Hogan, André the Giant e The Undertaker o di recente John Cena e Rey Mysterio sono entrati nelle case del nostro Paese grazie alle reti Mediaset e Sky.



SIGNOR ARBITRO

Edoardo, che da “Mister referee” ha girato Nord e Centro Italia, definisce il wrestling: «Semplicemente sport-intrattenimento. C’è una parte atletica alla quale se ne collega una di show vero e proprio. Per potere combattere in sicurezza sono necessari allenamenti duri, ci vuole una certa disciplina per fare un match di pochi minuti. A tutto questo si aggiunge una parte puramente di spettacolo, quindi il racconto e lo sviluppo di una storia ben precisa».

Gli ingredienti principali sono dunque i wrestler che nel caso di Edoardo sono i parenti italiani del già citato Hulk Hogan. Loro sono sul ring con il vignolese: «Ho iniziato per caso ad arbitrare, poi in breve tempo mi sono calato nel ruolo in modo più professionale. Sono appassionato e per questo avevo collaborato a livello giornalistico con il sito specializzato di Michele Posa, attuale commentatore Sky. Da lì è iniziata l’avventura: prima l’organizzazione di eventi, poi l’arbitro. Eravamo in Romagna, tutto era pronto per lo show. Tutto filava liscio, almeno fino a quando non ci siamo accorti che, causa un disguido, mancavano gli arbitri. Così sul ring sono salito io e così è iniziata la carriera».



BOTTE DA ORBI

L’arbitro è parte integrante dello spettacolo. Capita così che anche le giacchette bianconere finiscano in mezzo alle risse. Edoardo non fa eccezione: «Sono stato menato diverse volte. Mi fido ciecamente dei lottatori, atleti preparati che sanno come comportarsi e soprattutto come non farti male. È capitato, durante un incontro, di squalificare tutti e due i wrestler. Non rispettavano le mie direttive e così sono passato alle “maniere forti”. Il problema - ride - è che alle maniere forti ci sono passati pure loro, tra l’altro nel vero senso della parola. Una volta fuggito dal ring mi sono diretto, di corsa, verso gli spogliatoi. Quando ormai credevo di essere scampato al “pericolo” ho sentito qualcosa che mi bloccava la gamba. Un bambino del pubblico si era aggrappato al mio pantalone e, dopo avermi stoppato, si era già messo ad urlare: “È qui, è qui. Correte a picchiarlo!”».



SOGNO AMERICANO

«Di aneddoti ce ne se sarebbero parecchi. Una sera anche la Rai si interessò a noi con il programma “Nemo, Nessuno Escluso” in onda su Rai 2. Quella volta con le telecamere a bordo ring mi sembrò di essere un arbitro americano».

E a proposito degli Usa: «Non nascondo che ho pensato di tentare il salto e sognato di approdare in WWE. Ho stretto contatti, ma dall’Italia non è semplice riuscire ad inserirsi in quel mondo. Avrebbe voluto dire mollare gli studi da avvocato. Non me la sono sentita, ma non ho abbandonato la passione. Da un po’ di tempo faccio parte della Revents, associazione che organizza eventi di wrestling. Abbiamo sperimentato, con successo, una nuova tipologia di combattimento. Sul ring finiscono i personaggi dei cartoni e dei fumetti. Che ne so, alcuni giorni fa ho arbitrato Spiderman contro Deadpool...».