Modena, è guerra sul nome tra due ristoranti

Pizzeria alla Fossalta chiede di vietare l’insegna del concorrente in città. Ma le differenze sono tante

MODENA. Divisi da due lettere. Per il resto il nome dei loro ristoranti è uguale e rimanda a un menù (in parte) identico. Sono nella stessa città, Modena. Hanno un giro di clientela simile. Le stesse scritte nelle insegne sono a lettera maiuscola. Per questo una pizzeria sulla piazza modenese da anni ha presentato al giudice un’istanza cautelare per bloccare un locale aperto da poco con un nome troppo simile che rischiava di fare confusione e strappare clienti. La richiesta al tribunale presentata dall’avvocato Luca Ghelfi mirava a inibire l’uso di quel nome e ad applicare una multa di 500 euro per ogni giorno di ritardo nell’esecuzione del provvedimento ordinando anche la pubblicazione sui giornali. Ma il giudice ha dato torto ai gestori della pizzeria e li ha condannati a pagare le spese legali al nuovo locale.

Al centro di questa insolita richiesta cautelare - chiusa con un’ordinanza della Sezione specializzata in materia d’impresa del Tribunale di Bologna - si trovano due ristoranti modenesi dal nome quasi identico. La causa è stata promossa dal “Ristorante Pizzeria La Brace” di via Emilia Est alla Fossalta, un locale frequentato da anni. I titolari puntano il dito contro un nuovo ristorante chiamato “Alla Brace” che si trova in via Paganelli, nella zona del Cinema Victoria, quindi dall’altra parte della città. Eppure a quello più “anziano” di via Emilia Est non basta. I gestori lamentano che l’insegna e la denominazione «sono pressoché identiche» creando così «un conseguente rischio di confusione e sviamento della clientela a favore dell’altro locale». «La sola distinzione è rappresentata dall’articolo “La” per la pizzeria di via Emilia Est e dalle preposizione “Alla” per l’altro locale che, tuttavia, costituiscono elementi grammaticali privi di valenza distintiva. Anche dal punto di vista grafico le due insegne sono simili, essendo entrambe scritte con la lettera maiuscola. Il settore di attività è il medesimo ed è esercitato nello stesso ambito territoriale». Insomma tutto fa credere a un plagio bello e buono per sfruttare la notorietà di un locale simile che a una sua clientela. Di qui la richiesta di inibire l’uso del nome.


Chiamato in causa, il ristorante “Alla Brace” ha fatto subito notare che l’insegna in realtà è diversa e si legge: “Alla Brace, cibo di strada”. E riporta anche un disegno stilizzato di un braciere. E’ un locale simile a quello che esiste già a Pescara e propone carni alla brace di tradizione abruzzese. Poco a che fare con le proposte della pizzeria. Se si confrontano, i segni distintivi (nome del locale e insegna) sono molto diversi. La pizzeria alla Fossalta non ha un diritto in esclusiva sull’uso della parola “brace” perché «si tratta di un’espressione generica, di uso comune».

Come si fa a valutare una differenza così minima? Il giudice ricorda che il Codice Civile prevede che «se il segno è uguale o simile a quello di un altro e può creare confusione deve essere integrato o modificato». In questo caso, gli elementi che differenziano i segni dei due ristoranti sono di più di quelli segnalati dalla pizzeria. C’è la preposizione (“La” e “Alla”) e ci sono diversi tipi di cucina e preparazione (pizzeria tradizionale e cucina di strada). L’unica parola comune è “brace”, una parola usata così frequentemente dai ristoranti che solo in provincia di Modena si contano altri locali con questa parola nella loro insegna. Per questo riprendere la parola “brace”, scrive il giudice, «non costituisce condotta concorrenzialmente illecita». Nessun provvedimento immediato, quindi: nomi e insegne restano e alla pizzeria resta la possibilità di avviare una normale causa civile. —

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI