Anna Molinari a Milano Fashion Week: «Ho portato in passerella un elogio alla gentilezza la vera forma dell’eleganza»

Una virtù del passato si fa tendenza nelle creazioni di Anna Molinari E su Carpi la stilista dice: «deve tornare importante come una volta»

L’intervista

Un tappeto di rose rosse, fucsia e rosa si dipana lungo Palazzo Serbelloni, in contrasto con il cielo grigio di Milano. Anna Molinari ci accoglie nel backstage della sua sfilata Blumarine per la prossima primavera estate con addosso un morbido maglioncino parlante: “Thank you”, grazie. «Sì grazie. Perché ho voluto dedicare questa collezione alla gentilezza, una virtù preziosa che oggi sembra appartenere ad altri tempi» dice la stilista. «Gentilezza nel porsi verso gli altri senza mai alzare i toni. Essere gentili dentro, nel cuore, così da esserlo anche esteriormente».


Sotto al cartellone con il line up delle modelle che da lì a pochi minuti scenderanno in passerella, campeggia una frase scritta in grande: “La più alta forma di eleganza è la gentilezza”, un memento nel caos che regna durante la fashion week. «Penso all’atteggiamento di divina cortesia ed educazione di donne come Marella Agnelli - continua Anna - ho pensato alla poesia della natura e mi sono ispirata come sempre al mondo floreale». Sul mood board il bianco dei gelsomini, il fucsia vivace delle azalee, il verde lime dei limoni profumati, il giallo delle margherite e delle mimose.

«La rosa, il mio fiore preferito, è come sempre protagonista: sboccia su top di organza in colori pastello e si posa su abiti-petalo dalla leggerezza incantevole» spiega con una punta di orgoglio per quella maestria nel trattare i tessuti più leggeri che ancora dopo 40 anni la contraddistingue. «È stampata su duchesse in abiti a corolla; diventa tridimensionale trasformandosi quasi per magia in cinture fiorite, è ricamata come un gioiello con cristalli luccicanti su lunghi abiti da sera languidi e sensuali. Conferisce un tocco delicato ricamata su camicie maschili o su spolverini in suède».

Impossibile non restare colpiti dallo scintillio di alcuni abiti che brillano ad intermittenza, colpiti dalla luce dei riflettori: «Ho creato cinque maglie in filato di seta realizzate in freschi colori sorbetto, con parole, ricamate in strass e cristalli, che esprimono sentimenti delicati: Sweetie, Lovely, Smiley, Cutie, Kind. È una proposta “see now buy now” in vendita dopo la sfilata sul nostro sito e nella boutique di via della Spiga».

Sì perché “purtroppo” tocca essere al passo con i tempi che non sono quelli della moda che anticipa il desiderio per poi realizzarlo dopo mesi. Qui si vede e si compra subito. Ma non tutto. Per gli abiti più importanti, bisogna saper aspettare, come per le cose belle. «Le mie classiche sottovesti in satin sono bordate con maliziosi pizzi Chantilly e indossate sotto trench affusolati stampati animalier, per un look da giorno dalla disinvoltura moderna e femminile. Per un tocco di glamour, gli abitini lingerie sono rivestiti da una preziosa rete trasparente in cristalli (altro sberluccichio al quale è impossibile restare impassibili, ndr) - che rivela il corpo con seduttiva raffinatezza».

Orgogliosamente nomina la sua Carpi perché: «tutti devono sapere quanto siamo bravi a fare i vestiti, perché spesso si dimenticano di noi. Eravamo uno dei poli più importanti e dobbiamo tornare ad esserlo grazie ad un'accurata comunicazione, a scuole specializzate e all'unione tra noi imprenditori e, perché no, anche grazie a qualche evento creato ad hoc che mostri tutta la bellezza che c'è in città». —

M.V.M.