Modena, bimbo morto: chiesto risarcimento di 1,4 milioni

Al parto cesareo seguì il decesso del neonato colpito da una grave infezione: secondo i genitori la colpa è dell’ospedale

MODENA. La morte di un neonato è al centro di una causa civile che inizierà tra circa un mese in Tribunale a Modena con una richiesta di risarcimento di un milione e 400 mila euro. La causa è stata intentata dai familiari di un bambino deceduto poco dopo essere venuto alla luce per una serie di complicanze e soprattutto per una grave infezione da escherichia coli e da enterococcus faecalis.

La tragedia - finora rimasta riservata tra le parti - è avvenuta il primo febbraio 2018 alla Struttura Complessa di Ostetricia e Ginecologia. Dopo la rottura delle acque, la madre è stata presa in carico e il personale medico in servizio ha deciso di ricorrere a un parto cesareo per portare alla luce il suo bimbo prematuro. Purtroppo, dopo il parto è avvenuto un peggioramento delle condizioni del bambino, seguito dal decesso.


Secondo la ricostruzione del Policlinico, a incidere sul decesso è stata una complessa serie di fattori: la prematurità del feto alla quale erano legati altri fattori importanti come un distress respiratorio, intolleranze alimentari e altri elementi legati al sangue. A complicare ulteriormente le sue condizioni, sempre secondo quanto ricostruito dal Policlinico, è intervenuta un’infezione grave da escherichia coli e da enterococcus faecalis. L’insieme di tutti questi elementi ha portato alla tragedia.

I genitori e i familiari del bambino morto ritengono che determinante sia stata proprio l’infezione grave la cui natura sarebbe ospedaliera. Di qui la richiesta di un risarcimento integrale di tutti i danni patiti che i familiari del bimbo hanno quantificato in una richiesta non inferiore a 1,4 milioni di euro più le spese del loro consulente medico (che ha analizzato e relazionato sulle probabili cause del decesso) e anche le spese legali. Un tentativo di mediazione del Policlinico è andato a vuoto. In quell’occasione i familiari hanno avviato il percorso volto al riconoscimento del risarcimento, seguito dall’atto di citazione.

Prima udienza il 28 ottobre. —