Moda 2019/2020 La risalita sui tacchi e il pianeta da salvare

MILANO Dimenticatevi le sneakers e risalite sui tacchi. Dalle passerelle milanesi l’ordine arriva chiaro: tornare all’eleganza. Dopo anni di capi sportivi (al limite del tecnico), oversize, genderless, come capita spesso nella moda, ecco l’inversione di tendenza con un ritorno al Dna di ogni brand, verso una femminilità più gentile.

Difficile individuare una tendenza main stream: tante stampe - «Fiori? In primavera? Pura avanguardia» commenterebbe sarcastica Miranda Priestly, eppure è così - ma anche tanto monocromo, rosa un po’ ovunque, c’è chi ha provato a far tornare in auge gli anni ’70, chi gli ’80 (ancora gettonatissimi), chi il minimalismo anni ’90.


Una parola ha però messo d’accordo tutti: sostenibilità. Vera o presunta. Non c’è stato brand che non abbia rivolto un pensiero al nostro povero pianeta, forse un po’ con la coscienza sporca, consci di aver contribuito per anni e anni a rovinare l’ecosistema ma, si sa, l’importante è che questa consapevolezza non sia solo un trend passeggero. Celebrities venute appositamente in Italia per assistere alle sfilate, o farne parte (vedi alla voce Jennifer Lopez da Versace che ha monopolizzato i social media). Location da sogno (i Bagni Misteriosi, il Conservatorio, il giardino della Triennale, la Piscina Cozzi, solo per citarne alcune) hanno incantato i tantissimi giornalisti e buyers stranieri, quest’anno come non mai provenienti dall’Oriente e dall’Africa, dandoci un ulteriore indizio sui desideri di chi gli stilisti cercheranno di soddisfare. —