Modena. Ora l’ex carcere di Sant’Eufemia è un polo umanistico

Il rettore Andrisano ha inaugurato i nuovi spazi per i ragazzi destinati agli studi linguistici: i lavori sono costati 6 milioni

Modena, in S. Eufemia il nuovo centro linguistico di Ateneo

MODENA .«Completiamo oggi i lavori del Sant’Eufemia - spiega il rettore Angelo O. Andrisano, che tra un mese si avvicenderà con il nuovo numero uno Carlo A. Porro - e poi occorrerà occuparsi delle altre sedi, dal Foro Boario ai campus periferici che da anni soffrono. Lascio una università forte, ma occorre fare molto per gli studenti».

Ieri è stata una data da segnare sul calendario per il comparto universitario che si sviluppa tra piazza S.Eufemia e le vie Leodoino e Bonacorsa a due passi dal Duomo, in passato sede delle carceri maschili e femminili della città. Al consueto via vai di studenti nella sede di Unimore ieri si è aggiunta la cerimonia di inaugurazione - a spazi già “abitati” - di consegna dell’ex carcere maschile, secondo un progetto di manutenzione e recupero iniziato nel 1994.

Il complesso edilizio è ora dunque interamente a disposizione di studenti e professori, ospitando le attività accademiche del Dipartimento di Studi Linguistici e Culturali (Dslc) e del Centro Linguistico dell’Ateneo (Cla), strutture per lungo tempo collocate a Palazzo Coccapani in corso Vittorio Emanuele. L’ultimo stralcio dei lavori, affidati a Polistudio di Riccione che ha operato due anni, ha comportato una spesa di 5,6 milioni di euro cui se ne aggiungono 750mila euro necessari per l’allestimento.

Alle spese ha contribuito il Provveditorato interregionale per le Opere Pubbliche per la Lombardia e l’Emilia Romagna (2,5 milioni), la Fondazione di Modena che ha versato 3 milioni di euro e l’Università che ha contribuito per 92mila euro. La sede umanistica di Unimore aggiunge ora ai suoi spazi, che in questo modo vengono “razionalizzati”, una serie di aule (le due di informatica, completamente computerizzate, assommano a 180 postazioni), laboratori linguistici e informatici, studi e uffici amministrativi. Il progetto, curato dall’architetto Elisabetta Vidoni Guidoni, interessa una superficie di 2mila metri quadrati, di cui 870 metri per gli spazi didattici che aggiungono oltre 600 posti a sedere. Nel nuovo assetto hanno trovato spazio anche 18 uffici, una ampia sala riunioni e 13 aule da 21 a 120 posti. L’uso di questi spazi è già partito, soprattutto per quanto riguarda il Centro linguistico e la nuova ristrutturazione ha letteralmente trasformato interni ed esterni. L’area sul cortile di Sant’Eufemia - nel quale sono emersi anche depositi archeologici tardo medievali e moderni - ha visto abbattere un vecchio muro, sostituito da un’ampia scala di sicurezza davanti alla facciata che ieri non piaceva a tutti gli addetti ai lavori intervenuti alla inaugurazione.

Ma sono gli interni ad essere davvero rinati: lo scalone di accesso ai piani, dopo anni di degrado è oggi una delle parti più evolute degli spazi mentre le vecchie celle sono state trasformate in zone maggiormente vivibili. Gli architetti hanno anche voluto “firmare” la riqualificazione, aggiungendo un leggero controsoffitto di qualità in rame. Molto congruo in tutto ciò il contributo della Fondazione: «La sfida dell’accrescimento culturale, favorita anche da questi restauri - spiega il presidente di Fondazione di Modena Paolo Cavicchioli - passa anche attraverso questi lavori che potenziano i servizi del Dipartimento di studi linguistici e culturali».

Conclude Lorenzo Bertucelli, direttore di DSLC: «Non crediamo a chi dice che il titolo di studio non serve, lavorare in questi spazi molto belli sarà utile per la didattica e la ricerca». —