Passalaparola inizia con gli insegnanti D’Adamo strega tutti con «storie toste»

Sala piena di docenti nel primo appuntamento di formazione al Memo «Gli studenti sono migliori di come ci raccontiamo, ci stupiscono»

la presentazione

Monica Tappa


Sala piena di docenti al Memo, lunedì scorso, per l’incontro con lo scrittore Francesco D’Adamo e la presentazione del percorso “Crescere lettori” del festival Passalaparola (organizzato da Castello di Carta e Csi) che propone una formazione puntuale con conferenze da settembre a febbraio per i docenti e - a m aggio - “la parola allo scrittore” per gli incontri con gli studenti. D’Adamo, classe 1949, ex docente, è autore di storie che raccontano l’attualità per, come dice lui, «degli adulti che hanno provvisoriamente 13-14 anni».

Il suo impegno, il suo piacere, è quello di raccontare il complesso mondo in cui viviamo «senza sconti, con storie toste - afferma - anche senza lieto fine, perché anche in questo mondo così veloce e iperconnesso, alla fine, in un apparente paradosso, a sostenere e far comprendere la realtà sono ancora le storie, i romanzi».

«La letteratura per ragazzi oggi è cresciuta - ha continuato - ed è ormai in grado di affrontare qualsiasi tema, sono molti gli autori che scrivono storie che provano a raccontare il mondo nel quale viviamo tra contraddizioni e difficoltà. Anche perché loro, quegli adulti che momentaneamente hanno pochi anni, vedono e sentono, anche se noi facciamo finta di nulla, il mondo che li circonda e li attraversa anche. Il romanzo è un modo straordinario per raccontare la realtà. Ti porta a identificarti con chi è diverso da te, ti aiuta a vedere il mondo con lo sguardo di chi è diverso da te. L’educazione alla lettura quindi è anche educazione alla tolleranza. Non a caso gli intolleranti i libri li hanno sempre bruciati».

Suoi, infatti, tra gli altri, Storia di Iqbal (Premio Cento), Storia di Ismael che ha attraversato il mare, “Oh Freedom” sulle “Underground Railroad”, la rete segreta che negli Stati Uniti dell'Ottocento permise a migliaia di neri di fuggire dalla schiavitù fino al recentissimo “Antigone sta nell’ultimo banco” incentrato sul mondo dei braccianti e del caporalato.

A far da chiave di volta all’incontro, accanto ad una delle responsabili di Passalaparola Sara Tarabusi (in foto), è stata la domanda “come si creano lettori?” cui D’Adamo ha cercato di fornire la sua visione. «I primi a non leggere in Italia sono mamma e papà e gli adulti in generale - ha ricordato - nelle case spesso non esiste nemmeno una libreria. La scuola può quindi fornire la possibilità di avvicinare alle storie, all’oggetto libro, al piacere di possedere una storia che è entrata sottopelle, cui aggiungerne successivamente un’altra, e poi un’altra ancora. Possedere un libro - ha sottolineato D’Adamo - significa creare uno dopo l’altro una piccola biblioteca personale. La lettura a voce alta, in classe, e non solo con i più piccoli come avviene troppo spesso - ha continuato l’autore, tra un aneddoto e un altro che ha scatenato risate sonore tra il pubblico - è un altro strumento fondamentale. La lettura a voce alta è il momento in cui si crea il cerchio magico di meraviglia e piacere, una bolla, una parentesi di bellezza che porta a lasciarsi andare e a riconoscere emozioni profonde e magari sopite. La voce che racconta è potente. Il lavoro in classe, successivo, può essere quello in cui dopo la lettura si condividono le emozioni positive, negative, assenti, in cui ci si interroga a partire dalla storia o dalla copertina, o dai personaggi, per andare oltre, per arrivare a conoscersi un po’ di più, in cui si sperimenta e si cercano strade e strumenti per condividerle che possono anche allontanarsi dalla parola: penso alla danza, al teatro, ai booktrailer realizzati con il telefonino. E nel dubbio - sottolinea - affidatevi a loro, ai vostri ragazzi. Spesso sono migliori di come ce li raccontiamo e ci possono stupire». Ma quindi come si formano lettori? “Con la passione, sintetizza D’Adamo, non è possibile appassionare senza essere appassionati».

Prossimo appuntamento per gli insegnanti di Passalaparola il 7 ottobre a Castelnuovo alla sala delle Mura con Antonio Ferrara. —

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