Modena. Enrico Galiano: «Per i ragazzi è fondamentale poter sbagliare» 

Attenzione e interesse per il prof scrittore Enrico Galiano che ha presentato il suo ultimo romanzo “Più forte di ogni addio” (Garzanti) venerdì 11 ottobre all’Extracoop Grandemilia. Ma quando si torna in classe, o in aula insegnanti… abbiamo chiesto, com’è la situazione? Il professore e scrittore Enrico Galliano ha catalizzato l’attenzione di insegnanti e famiglie in un incontro sui sentimenti

MODENA Attenzione e interesse per il prof scrittore Enrico Galiano che ha presentato il suo ultimo romanzo “Più forte di ogni addio” (Garzanti) venerdì 11 ottobre all’Extracoop Grandemilia. Ma quando si torna in classe, o in aula insegnanti… abbiamo chiesto, com’è la situazione?

«Parafrasando il titolo di un saggio di Umberto Eco, “Apocalittici e integrati” – dice Galiano - mi verrebbe da dire che i docenti si dividono in due categorie, apocalittici ed entusiasti. Innegabile che la tendenza alla lamentela ci sia, tanto quanto sono veri i problemi e le questioni, a partire dall’annosa questione delle risorse, per fare l’esempio più eclatante. Il fatto è, a mio parere, che bisogna mantenere lo sguardo critico senza per questo riversare sui ragazzi una negatività, una stanchezza e un disinteresse che non invoglia certo lo studente ad andare volentieri a scuola. Bisogna insinuare il dubbio che andare a scuola può essere bello. Per questo, anche quando mi soffermo sulle criticità, cerco anche di mostrare e condividere strategie e soluzioni. Io pubblico dei video su Youtube, in cui racconto in modo ironico, ma con serietà, le quotidiane difficoltà che entrando in classe può trovare un prof. Ho visto che molti colleghi commentano e rispondono con altri suggerimenti, forniscono idee, condividono esperienze. Ecco, abbiamo bisogno di collaborare di più tra noi».


Un suggerimento che darebbe ai docenti per rapportarsi meglio con gli studenti?

«Ascoltiamoli in modo partecipato e con rispetto, altrimenti non li stiamo né ascoltando né rispettando. Noi confondiamo spesso l’ascolto con un qualcosa che assomiglia a ti ascolto dieci secondi poi parlo io. Ecco, no. Zitti, muti e ascoltate me non funziona, non è efficace».

Cosa nota in particolare negli studenti che incontra?

«L’ansia. Questi ragazzi vivono nell’ansia di sbagliare. Un’ansia, naturale in adolescenza, che viene caricata con pezzi da novanta dall’ansia dei genitori. Lasciamoli sbagliare! Facciamoli sbagliare! L’adolescenza è un po’ la brutta copia della vita, è fatta di cancellature, di cambi improvvisi, di nuovi inizi, di pasticci. A troppi di questi giovani arriva dagli adulti il messaggio di essere sbagliati, non di fare errori. E questo è terribile. Anche perché si tratta di una generazione con una coerenza, un coraggio e una voglia di cambiare le cose davvero straordinari». —