Serramazzoni. Anche il buio si scopre a colori dentro di noi 

Arriva il progetto di Chiara Manzini e Stefania Oriente per ascoltare e conoscersi Si insegna a guardare la realtà con occhi diversi lasciando spazio a sentimenti più accoglienti

Gli studenti delle tre classi prime della secondaria inferiore Cavani, iniziano sabato il progetto “I colori del buio” a cura di Chiara Manzini e Stefania Oriente. Un progetto già sperimentato con successo in altre scuole negli anni precedenti «che ogni volta rivela scorci e paesaggi inesplorati e sorprendenti – spiega Chiara Manzini – L’intento è quello di connettersi con se stessi, di andare a scoprire e magari ispezionare quella zona buia all’interno di ognuno di noi, di conoscersi e imparare ad ascoltare e conoscere gli altri con rispetto, attenzione».

«Nel primo incontro – dice Manzini – iniziamo con un cerchio di condivisione e la creazione di un contenitore dove mettere tutti i pensieri (anonimi) su cosa sia, secondo ognuno dei ragazzi e delle ragazze presenti, il buio. Per aiutarli a entrare nel sentiero, diciamo così, leggo un albo, che si intitola “Ascolto, guardo” (Lapis Editore) con testo di Cosetta Zanotti e illustrazioni di Cristiana Cerretti, un libro sul silenzio per scoprire che se si impara ad ascoltare, è possibile guardare la realtà in modo nuovo, più amorevole. A seguire facciamo loro provare l’esperienza della lettura di un altro albo illustrato, “Nel buio” scritto da Nicola Barca e illustrato da Michela Baso, pubblicato da Valentina Edizioni, da bendati. Solo successivamente vengono mostrate loro le immagini. Il supporto di Stefania Oriente, con la sua arpa è fondamentale. Scuote nel profondo e smuove le emozioni. Durante la lettura c’è chi si tiene per mano, chi è assorto, chi semplicemente in ascolto. Al termine lasciamo una ventina di minuti per scrivere impressioni, ricordi, pensieri emersi durante l’esperienza».


“Nel secondo incontro – continua Chiara – si lavora con il foglio nero e i materiali, vari, di riciclo, in silenzio, per un lavoro di traduzione in immagine dell’esperienza della volta precedente. Nel terzo, infine, leggiamo degli haiku sul buio scritti dai bambini di una scuola primaria e facciamo loro vivere l’esperienza tattile, sensoriale, coinvolgendo tutti i sensi, con strumenti musicali a 432 Hz, piume, voci, profumi. Condividiamo poi le emozioni delle esperienze: è uno strumento potentissimo per imparare a conoscersi meglio, più profondamente. Alla fine dell’ultimo incontro c’è una sorpresa. Da dove ha origine la paura del buio del protagonista di Nel buio, Lucio? Lo sveliamo leggendo l’albo di Lemony Snicket». —

M.T.

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