La storia/ Polinago. Dalla “love story” in Irlanda all’orticoltura di Gombola

Alison e Francesco si conobbero a un corso: ora hanno avviato l’azienda agricola

POLINAGO. Galeotto fu un corso di orticoltura sostenibile in Irlanda. Così due ragazzi, Francesco Neri, nato e vissuto a Modena, e Alison Kennedy, inglese, si sono incontrati, si sono innamorati e hanno deciso di accomunare i loro sogni e le loro aspirazioni. È nata così in via Valrossenna 107 a Gombola di Polinago la società agricola “Radici Felici”.


«All'epoca, era il 2012 - racconta Francesco Neri - avevo voglia di fare un'esperienza all'estero e avevo scelto il corso in Irlanda perchè era l'unico che avevo trovato con contenuti interessanti a un prezzo accessibile. Era l'unico in quel momento che approfondisse i temi della permacultura, di cui si parlava ancora poco». Francesco aveva 27 anni, una laurea specialistica in psicologia, qualche esperienza come educatore con bambini disabili. Anche Alison aveva 27 anni, una laurea in terapia occupazionale, un corso di studi ancora poco conosciuto in Italia, e la voglia di approfondire la relazione fra cibo e natura. Al termine del corso, durato 2 anni, si doveva però passare dalla teoria alla pratica.

«Non avevo molta voglia di tornare in Italia – racconta Francesco – ma è stato un passo obbligato perchè era l'unico modo di avere del terreno senza indebitarsi». La soluzione sono alcuni terreni di proprietà della famiglia di Francesco che permettono ai due ragazzi, ora 35enni, di dare corpo alle loro aspirazioni: 2 ettari e mezzo di prato e circa 8 ettari di boschi.


«Abbiamo prima iniziato a lavorare la parte di prato più pianeggiante a orto – dice Francesco – e abbiamo così iniziato la nostra attività agricola: non usiamo pesticidi o erbicidi di sintesi in nessuna delle nostre attività. Utilizziamo una gamma di tecniche che va dal biologico al biodinamico, dalla permacultura all’agricoltura rigenerativa per produrre alimenti di alta qualità». Nell'orto Francesco e Alison coltivano ortaggi, erbe officinali e fiori da taglio, seguendo rigorosamente il corso delle stagioni.

«Abbiamo scelto di lavorare ogni varietà su piccola scala - aggiunge - riusciamo così a dedicare particolare attenzione a ogni raccolto, assicurando alta qualità e sapore ottimo. Vendiamo direttamente ai nostri clienti: crediamo che le relazioni tra produttore e consumatore dovrebbero essere benefiche per entrambe le parti». Nella parte di campo più in pendenza verranno piantati degli alberi da frutto, perchè, dice Francesco, «intendiamo diversificare le produzioni». L'attività di Alison e Francesco non si esaurisce nell'orto. «Abbiamo anche una quarantina di galline – aggiunge – e vendiamo le uova. In questa attività utilizziamo un sistema di pascolo a rotazione, di cui beneficiano sia gli animali che il prato. Oltre al pascolo, il resto dell’alimentazione delle galline è base di prodotti naturali, e non ricevono antibiotici o ormoni della crescita».

Poi ci sono le api, 11 famiglie, che lavorano e producono nella maniera più naturale possibile, senza l’uso di prodotti di sintesi. «Non pastorizziamo il miele - dice Francesco - il che significa che tutte le sue proprietà nutrizionali e curative rimangono intatte». E la scelta di un'azienda agricola in montagna, che in un primo tempo era stata una necessità, è diventata motivo di orgoglio. «Ci piace anche molto l'idea di fare la nostra attività in Appennino. Questi territorio hanno tante potenzialità e c'è bisogno di persone che tornino in queste zone». —