«Un terremoto come il 2012 può causare 100mila sfollati»

Allarme lanciato dagli ordini di ingegneri e architetti: «Il 65% delle case a rischio»

«Non vogliamo creare alcun allarmismo - spiegano Gabriele Giacobazzi, presidente dell’ordine degli ingegneri di Modena e Anna Allesina, stesso ruolo per gli architetti - ma occorre fare prevenzione antisismica partendo dai numeri. Va ricordato che, anche se è altamente improbabile, qualora arrivasse a Modena un terremoto come quello che nel 2012 ha colpito la Bassa si potrebbe arrivare a 100mila sfollati su 180mila abitanti. Questo perché si corre il rischio che con quelle scosse il 60-65% dei 93mila alloggi modenesi potrebbe essere dichiarato inagibile».

Ieri è stata presentata dagli ordini professionali modenesi la seconda “Giornata nazionale della prevenzione sismica” che si svolgerà sotto la Ghirlandina (Sala Europa in piazza Grande), a Sassuolo in via Battisti e a Pavullo in piazza Borelli. Per l’occasione saranno analizzati rischi e soluzioni per le numerosissime abitazioni che andrebbero adeguate per evitare danni ingenti. A Modena, ad esempio, i tecnici discuteranno della situazione utilizzando un simulatore che spiegherà gli effetti delle scosse sugli edifici. Previsti inoltre una mostra fotografica, eventi in collaborazione con gli istituti tecnici Guarini di Modena, Galilei di Mirandola e Aldini Valeriani di Bologna e la possibilità di prenotare sopralluoghi gratuiti nella propria abitazione con ingegneri e architetti. Ma tutto parte dalla “fotografia” che Allesina e Giacobazzi, quest’ultimo ex assessore comunale a Urbanistica e Lavori pubblici, hanno fatto rispetto ai rischi e allo stato di salute degli edifici nella città.


«Purtroppo appena il 10% scarso degli edifici del territorio modenese - continuano i presidenti degli ordini - è stato costruito dopo la legge del 2005 quindi secondo i canoni di prevenzione del rischio sismico sulla pietra. Per quanto riguarda Modena città va detto che le abitazioni sono circa 93mila e il 58% è stata costruita prima del 1977. Se considerassimo come solo un quarto di questo 58% fosse mal costruito (lasciano intendere possano essere ben di più, ndr) vorrebbe dire dover intervenire su almeno 10mila abitazioni. Inoltre se arrivassero scosse simili al 2012 l’inagibilità delle case potrebbe giungere al 60-65% del totale ossia circa 60mila alloggi che poi significa 100mila modenesi sfollati. Facciamo i debiti scongiuri, ma non possiamo sottovalutare i rischi: per questo occorrerebbe molta prevenzione anche perché non sono certo sufficienti interventi cosmetici sulle facciate». Nel corso della Giornata prevista in 500 città, promossa dai Consigli nazionali di architetti e ingegneri e da Fondazione Inarcassa, si è discusso anche dei bonus fiscali e degli esborsi che i proprietari dovrebbero spendere.

«Impossibile fare un conto medio per ogni casa - spiega l’ingegner Giuseppe Cofano, una delle “guide” di domenica alla Sala Europa di Modena - perché sono troppe le variabili. Diciamo che siamo tra i 10 e i 30mila euro: cifre alte che comunque si recuperano in cinque anni con i bonus fiscali per una percentuale che varia dal 50 all’85%. La spesa a carico delle famiglie è il 15%, il resto lo anticipa l’impresa». L’assessore ai Lavori pubblici Andrea Bosi, infine, spiega che «la prevenzione è fondamentale e lo strumento è importante come faremo capire ai cittadini. Per quanto riguarda gli edifici pubblici presto partirà il restauro della chiesa di San Biagio mentre a metà novembre riapriremo la chiesa del Voto». —