Castelvetro. I nonni: «Maura, una morte inspiegabile»

«Quando era ricoverata continuava a ripetere che aveva un grande dolore al petto e al braccio, ma senza risultati»

MODENA. «Vogliamo chiarezza. Chiediamo di sapere com’è stata possibile che nostra nipote è entrata in ospedale per un forte mal di pancia e dieci giorni dopo è morta. Perchè? Cos’è successo quando l’hanno curata?»

Un dolore inconsolabile quello della nonna di Maura di Puoti, partita dalla provincia di Caserta due settimane fa per raggiungere la famiglia a Castelvetro non appena saputo del ricovero della nipote. Ieri mattina, nell’abitazione di via Resistenza a Cà di Sola era rimasta solo lei con il marito, mentre la figlia Caterina assieme al genero Mimmo erano tornati al Policlinico dove si trova la salma.



La giovane, originaria del paese di Casaluce (Caserta), è cresciuta assieme a loro nel piccolo paese a pochi chilometri da Aversa. Lì ha finito il liceo linguistico, lì aveva gli amici e, grazie alla sua bella voce e alle doti musicali, era già salita sul palco per cantare nelle sagre di paese.

«Maura era una ragazza meravigliosa, sempre allegra - continua la nonna - Le ero molto affezionata perchè si può dire che è cresciuta con noi. Abitava con i genitori dall’altra parte del cortile e veniva a trovarci ogni giorno. Quando i suoi genitori si sono trasferiti qui per lavoro, lei e il fratello sono rimasti con noi. Cosa volete che vi dica? Era brava a scuola, mai una lezione di ripetizione e sempre promossa. Anche la patente l’ha presa subito, senza rifare l’esame. Cantava meravigliosamente. E ora non c’è più. Non posso dire quanto soffro. E quanto soffrono mia figlia e mio genero per questa tragedia».

Nonno Raffaele riassume in poche parole il senso di una vita di lavoro per tutta la famiglia. «Molti anni fa - racconta - sono venuti qui nel modenese per lavorare gli altri fratelli e cugini: chi in fabbrica, chi in agricoltura, altri come muratori. E lo stesso ha fatto il papà di Maura che aveva deciso di stabilirsi definitivamente qui per dare un futuro ai suoi figli, che lo hanno raggiunto. Niente più cantieri in giro, vivevano tutti insieme, scuola e lavoro. Anche mia figlia aveva trovato un’occupazione con i bimbi delle scuole».

«Mia nipote - aggiunge la nonna - si lamentava in continuazione per il dolore alla spalla e al braccio: lì aveva un grande livido, grandissimo. Continuava a dirlo a tutti, ripeteva che non si sentiva più il braccio, come se non ce l’aveva più».

Intanto sono arrivati gli avvisi di garanzia ai medici dei reparti di Sassuolo che hanno avuto in cura la ragazza. Martedì è fissata l'autopsia, cui gli indagati potranno partecipare, su disposizione del pm Marco Niccolini che ha nominato un suo consulente. —