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Modena. Racconti a voce seduti in cerchio: si impara di più 

Narrazione Orale Autobiografica alla primaria Ciro Menotti «Attraverso dei piccoli riti si stimola l’attenzione»



C’è stato un tempo in cui ci si trovava nelle stalle: si faceva Filò, si recitava il rosario, si parlava (e a volte si sparlava). Si stava insieme, si raccontava, si ascoltava, si filava. Quella della narrazione orale è una pratica che si perde nella notte dei tempi. Parte da quelle radici la “Narrazione Orale Autobiografica”, il progetto che è riuscito a unire, dal 1998 a oggi, a Modena, una cinquantina di docenti di tutti gli ordini di scuola. La paternità di questa pratica va al maestro Franco Lorenzoni (fondatore della Casa Laboratorio di Cenci), che ha guidato il gruppo sin dall’inizio in un continuo lavoro di ricerca-azione.


«Sarà perché sai che hai uno spazio certo per raccontare un tuo breve vissuto e nessuno ti interromperà; sarà perché il tuo compagno ha avuto il coraggio di aprirsi fino alle lacrime e, chissà come, la sua audacia comunicativa l’ha passata anche a te; sarà perché quel compagno ti sembrava solo uno sbruffone e invece hai percepito dalla sua voce, improvvisamente incerta, che non sta affatto fingendo e ora ti sta mostrando un aspetto di sé che tu non conoscevi… Le strategie della Narrazione orale funzionano e riescono a creare un’atmosfera che fa bene alla classe e incide sulla qualità delle relazioni nella quotidianità scolastica», spiega Carla Fedele, docente di scuola primaria, che fa parte del gruppo dei “narratori”.

«Tutto rallenta e aumenta l’attenzione durante il cerchio narrativo che si snoda attraverso piccoli riti – conferma Paolo Zanni (IC1) che ha condotto con Silvia Lotti, Adele Forte (sostegno) e Claudia Bellucci (esperta esterna) un progetto a teatro che ha coinvolto la classe quarta della scuola primaria Ciro Menotti - il campanellino segna l’inizio, la filastrocca rituale, il lumino che viene acceso dal bambino che si sente pronto a narrare il suo ricordo, il suo pensiero».

Si usano attivatori diversi (testi, musica o video) che facilitano l’emergere di ricordi e frammenti della propria storia personale aprendo alla possibilità di guardarsi reciprocamente con occhi diversi, è una risposta al bisogno di essere ascoltati, da qui la sua importanza e la sua efficacia.

Ogni anno, in collaborazione con Memo, il Gruppo Narrazione Orale di Modena propone il corso “Narrainsieme” che consente di acquisire gli strumenti e gli atteggiamenti necessari per condurre un percorso significativo nella propria classe. —