Tizian, da Carpi bordate alla Procura: «Ora la verità su mio papà»

Il giornalista al presidio intitolato al padre presenta il suo spettacolo teatrale. «Locri ha di nuovo archiviato l’indagine nonostante le rivelazioni di un pentito»

CARPI. «Trovo che sia scandaloso e al tempo stesso inquietante e quantomeno strano che la stessa Procura molto attiva sul caso di Mimmo Lucano e Riace non abbia disposto approfondimenti sulle rivelazioni di un collaboratore di giustizia che ha fatto i nomi e cognomi di mandanti ed esecutori dell’omicidio di mio padre: un secondo fascicolo aperto nel 2013 sulla sua uccisione e archiviato senza fare i necessari accertamenti». Il duro attacco è lanciato da Giovanni Tizian, giornalista de L’Espresso, dal palco dove ieri ha debuttato lo spettacolo teatrale scritto di suo pugno, in occasione dei 30 anni dalla morte del padre Peppe, al quale è intitolato il presidio di Libera di Carpi, che ha organizzato l’appuntamento, “con il sostegno dell’assessorato alle Politiche giovanili - specifica il referente Paolo Lodi - e grazie alla collaborazione con la Croce Blu e il musicista Marco Na Isna Lodi”.

A Carpi 1,2,3 Peppe! Spettacolo per ricordare Peppe Tizian



Lo spettacolo “Sentinella sarà chi è caduto”, un dialogo neanche troppo immaginario tra la nonna di Giovanni e un magistrato, nasce proprio dalla rassegnazione, non di Tizian e della sua famiglia, ma “delle istituzioni dello Stato”. Il dialogo evidenzia come il magistrato sia rassegnato, mentre la nonna vuole giustizia e verità.

«Abbiamo ricevuto l’incartamento della seconda archiviazione - racconta il giornalista - Nel 2013 era stato aperto un nuovo fascicolo di indagine e ci si aspettava, anche come forma di cortesia verso la famiglia, di essere avvertiti. La sfortuna invece ha voluto che il fascicolo finisse a Locri, nella stessa Procura dove era stato insabbiato il primo, quasi subito dopo l’omicidio di mio padre. Peccato che il magistrato sia l’unico, in Italia, a non credere a un pentito che fa nomi e cognomi importanti nell’organigramma della Locride che riporta a legami con i Commisso e i Coluccio. Per uno di questi “personaggi”, quello di mio padre è stato il primo omicidio di una lunga carriera criminale che ha portato al suo arresto a Toronto. Il collaboratore di giustizia, peraltro, ha appreso le dettagliate informazioni dal fratello: non in cella, ma a casa. Secondo il magistrato è vero che le informazioni sono circostanziate, ma il collaboratore di giustizia non è protagonista diretto della vicenda, così non si è andati avanti».

Tizian parla anche di un’altra grave anomalia: «Perché la Procura di Locri, che non ha competenze sulla mafia, non si è coordinata con quella antimafia di Reggio Calabria, ma decide di mandare tutto all’aria? Ebbene, noi oggi partiamo da questo per andare avanti nella ricerca della verità». —