Modena, padre scopre pedofilo sulla chat: è allarme in una scuola elementare

Conversazioni inequivocabili sul cellulare del bambino fanno scattare la denuncia. Contattato almeno un altro alunno

MODENA. «Ti voglio bene». «Sei il mio fratellino». «Ti voglio conoscere».

Così inizia l’escalation di messaggi che ha spinto il padre di un bambino di quarta elementare che frequenta l’Istituto Comprensivo 1 di Modena a denunciare un presunto pedofilo ai carabinieri. Una querela supportata dalle conversazioni scoperte nel telefono cellulare del figlio in cui sono contenute parole inequivocabili con cui quel “soggetto virtuale” stava cercando di carpire la fiducia del piccolo. Con quale scopo? Non ci sono evidenze al momento, ma è certo che quella relazione fosse quantomeno inappropriata e con ogni probabilità finalizzata a un incontro nel mondo reale.



Tutto nasce attraverso una applicazione per smartphone molto in voga tra giovani e giovanissimi: Tik Tok. Si tratta di un social network in cui condividere sopratutto video supportati da un sottofondo musicale e che consente anche di scambiarsi messaggi privati. Proprio attraverso quest’ultima metodologia l’uomo, cinque giorni fa, ha contattato il bambino, iniziando una conversazione e inviando anche alcune fotografie.

E spingendosi sempre un po’ più avanti: «Infilati sotto le coperte quando parliamo, così nessuno ti ascolta». Quell’uomo, in soli quattro giorni, è arrivato anche ad effettuare videochiamate sul telefono del bambino, ma sempre con una grande attenzione e premura nel mantenere quella relazione tossica ben nascosta: «Ora cambio la foto profilo su WhatsApp - scrive - e metto un bambino così i tuoi genitori non se ne accorgono». Il padre, invece, scopre tutto ieri e decide non solo di presentare querela alle forze dell’ordine, ma di avvertire gli altri genitori della classe e anche la scuola.

Il motivo è ovvio: Tik Tok, così come ogni altro social network, consente facilmente di entrare nelle rete di amicizie altrui, tanto che quell’uomo si era già messo in contatto con almeno un altro alunno della stessa classe.

Venuta a conoscenza dei fatti, la dirigente scolastica Concetta Ponticelli, nel tardo pomeriggio di ieri, ha diffuso un comunicato a tutti i genitori: «Si informano le famiglie degli alunni - scrive la preside - che su segnalazione di un genitore di una classe quarta siamo venuti a conoscenza che la applicazione Tik Tok è stata utilizzata per contattare il figlio da un pedofilo. Invitiamo tutti i genitori a prestare massima attenzione sull’utilizzo che i propri figli fanno dei giochi e delle applicazioni visti i pericoli che questi comportano».

Ora spetterà ai carabinieri effettuare accertamenti sul numero di telefono e l’account utilizzati per contattare il bambino e rintracciare così l’uomo che si cela dietro quei messaggi. —