Calcio. Offese razziste alla partita, il Gaggio si ritira

Mister Zanasi: «È una questione di principio, lo avevo promesso a inizio anno a tutela del nostro giocatore straniero» 



Nella settimana in cui Mario Balotelli scaglia un pallone nella curva dell’Hellas Verona, sfinito dagli ululati razzisti e il mondo del calcio professionistico invoca gli ormai rituali provvedimenti esemplari, c’è un allenatore di una piccola squadra di calcio che sceglie di agire. È accaduto ieri pomeriggio, al campo “Garagnani” quando a Gaggio era in corso una partita di Giovanissimi (classe 2005). Il mister è Enrico Zanasi, blasonato tecnico di Carpi e San Felice tra gli altri, che ha ritrovato stimoli e gioia nell’insegnare calcio alle nuove leve.


Nella sua squadra gioca un ragazzino di colore «e già a inizio anno - spiega Zanasi - mi ero ripromesso che a fronte di offese razziste avrei ritirato la squadra». Cosa che è avvenuta ieri, nei minuti finali del match. Zanasi viene informato dai suoi calciatori che in mezzo al campo hanno udito un “negro di m…” rivolto ad un loro compagno. Glielo raccontano uno, poi due, poi tre allievi. Il mister inizia a riflettere, non ha udito direttamente quell’offesa, ma quando anche un avversario conferma la frase razzista allora non ci pensa su e decide di agire con convinzione.

«Erano i minuti finali della partita e ho scelto di interrompere la gara e di ritirare la squadra - spiega - Diranno che stavamo perdendo, ma cosa mi interessa del risultato di fronte a queste cose... Anzi, magari perderemo a tavolino, ma sinceramente è una riflessione che esula da una situazione inaccettabile. Devo essere coerente con i miei principi, lo aveva già annunciato ai miei ragazzi e ho scelto di fare un gesto forte, ne sono consapevole. Si sente spesso invocare l’educazione nel mondo del calcio, bene, io ho scelto di fare il moralista, fedele a quanto avevo promesso a inizio stagione. Non mi interessa che si parli degli avversari, non do colpa a nessuno, ma ogni tanto bisogna essere decisi nel ribadire le proprie idee e convenzioni».

Zanasi manda i suoi ragazzini negli spogliatoi, nessuno fiata, tutti hanno capito. Chi inizialmente non comprende la decisione sono alcuni dirigenti avversari che rinfacciano al mister di aver adottato un provvedimento non adeguato, avrebbero gradito essere informati e agire in autonomia magari con una sostituzione punitiva per far comprendere che certe cose non si dicono e non si pensano. Anche sulle tribune ci si confronta animatamente e tra gli stessi ragazzini avversari, quantomeno chi non ha sentito l’offesa, c’è chi rimane sbalordito e giura di non aver capito cosa stesse accadendo.

«Ognuno fa ciò che ritiene più giusto - replica l’allenatore del Gaggio - io ho pensato fosse arrivato davvero il momento a tutela del mio ragazzino. Non penso cambierà qualcosa, non vogliamo dare lezioni di correttezza a nessuno, ma una piccola società come il Gaggio ha il diritto di educare i ragazzi alla convivenza attraverso il calcio». —



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